CRONACHE TARANTINE
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Un programma, 5 sfide. A lanciarle è Antonio «Con un Decaro, candidato a presidente della Regione Puglia per il centrosinistra.
A farle proprie e a darle ancora più vigore è Elly Schlein. La segretaria nazionale del Partito democratico è scesa in riva allo Ionio per abbracciare i candidati nel collegio di Taranto del Pd e per ribadire l’impegno del suo partito sulle questioni tarantine che sono tante e tutte gravi.
La sala riunioni dell’Hotel Plaza è piena come un uovo, in strada ad attendere la segretaria nazionale dem arrivata in via d’Aquino poco dopo le 16 di oggi sabato 8 novembre, c’è ancora tanta gente. Tutti vogliono abbracciarla e lasciarsi andare a un selfie da mostrare poi con orgoglio ad amici e parenti.
E allora eccole le 5 sfide targate Decaro, anche lui presente a Taranto, diventata da un po’ di giorni a questa parte sua meta costante. La prima: guidare la transizione, creare lavoro di qualità; la seconda: prendersi cura delle persone e ridurre le diseguaglianze; la terza: generare fiducia e fare comunità; la quarta: costruire reti, chiudere i cicli; la quinta: tutelare il territorio, governare i rischi.
“Tutta la Puglia scrive il programma” non è stato uno slogan, si affrettano a dire i tanti simpatizzanti, ma quello che è stato fatto davvero. E questo Elly Schlein lo ha apprezzato tantissimo.
Ma tant’è, l’incalzare degli eventi impone riflessioni e la segretaria nazionale dem non si sottrae. Microfono saldamente in mano saluta Antonio, l’uomo al quale, nel giorno dell’ufficializzazione a Bisceglie della sua candidatura alla presidenza della Regione Puglia, tremavano le gambe ma che oggi, ci ha tenuto a precisare Decaro, «non mi tremano più e questo è stato merito della passione che ho letto nei vostri occhi e in quelli di tutti i pugliesi che ho incontrato in questa campagna elettorale».
E la Puglia che ha in mente Decaro e una Puglia che si curerà per i prossimi cinque anni delle fragilità fisiche e sociali. E via con una citazione di don Tonino Bello. «Don Tonino Bello – ha detto il Tonino candidato presidente – diceva: “non basta dare un letto a qualcuno se non si sa dare la buonanotte”. Ecco, noi dobbiamo essere quella Puglia che aiuta i pugliesi a superare le proprie paure».
E che Decaro è l’uomo giusto Elly Schlein non ne fa mistero. «Con un amministratore straordinario come Antonio Decaro – arringa la folla – continueremo il buon governo di questa regione. Fortunatamente – ha aggiunto subito la segretaria nazionale dem – non partiamo da zero perché è stato fatto un lavoro importantissimo in questi anni di amministrazione dal presidente Emiliano. Dopo il Cocid si è riuscita a far risalire il Pil di 9 punti, si è riusciti a scalare parecchie posizioni nelle classifiche dei livelli essenziali di assistenza per quanto riguarda la cura delle nostre comunità e quindi è giusto insistere sul mantenimento della sanità pubblica e non su quella a misura di portafoglio delle persone», è stata la bordata lanciata al governo di centrodestra. Così come è importante, ha aggiunto Elly Schlein, puntare «sul lavoro dignitoso, sulle opportunità per le imprese di creare lavoro in questa terra».
Obiettivi raggiungibili grazie anche ad un Partito democratico «che in questa sfida elettorale si presenta compatto e con liste molto competitive. Abbiamo costruito una coalizione molto ampia – rimarca la Schlein – di tutte le forze alternative alla destra e siamo in campo con una squadra molto forte».
Poi le critiche alla manovra di bilancio che il governo si appresta a varare e contro la quale la Cgil sciopererà a livello nazionale il prossimo 12 dicembre. Sul sostegno all’iniziativa del sindacato di Landini la segretaria dem è netta: «incontrerò nei prossimi giorni la Cgil – dice -. Resta il fatto che il governo Meloni ha alzato le tasse. Abbiamo oggi il più alto livello di pressione fiscale, il 42,8%, degli ultimi dieci anni per cui – è il fendente scagliato dalla segretaria Pd – come può Giorgia Meloni attaccare le opposizioni quando sa bene che la sua manovra aiuterà ancora una volta i più ricchi anziché aiutare il ceto medio che si è impoverito. E questo non lo dico io, lo dice l’Istat quando afferma che questa manovra per l’85% aiuterà le famiglie più ricche». E per rendere meglio la situazione ecco che Elly Schlein snocciola cifre ben precise. «Danno 30 euro in più all’anno alle famiglie che ne guadagnano 30mila ma ne danno 440 in più a chi all’anno ne guadagna 199mila».
Non poteva poi non mancare la madre di tutte le questioni: l’Ilva. «Come Pd stiamo seguendo da vicino la questione», ha rassicurato tutti la leader Pd per poi aggiungere: «occorre che la politica tracci una strada e che lo stato si assumi le sue responsabilità. Se serve una nazionalizzazione, anche a tempo, per tutelare le famiglie dei lavoratori che sono in difficoltà, tutelare la salute dei cittadini e l’ambiente e, al contempo, tutelare il futuro del manifatturiero nel nostro Paese in un settore che rimane strategico, lo Stato faccia il passo e nazionalizzi per guidare un percorso di decarbonizzazione che, appunto, trovi l’equilibrio per tutelare ambiente e salute, l’occupazione e il futuro industriale non solo di questo territorio ma di tutta l’Italia. Lo dico perché quello che emerge dall’ultimo bando di vendita è il rischio di uno spezzatino che ci vede fortemente contrari».
Applausi, sipario e poi subito in auto. C’è da andare a Brindisi e poi a Lecce. La campagna elettorale non ammette pause.