CRONACHE TARANTINE
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«Pensiamo che a Taranto spetti la vicepresidenza della Regione magari affidata al più suffragato del partito che ha ottenuto più voti. Sarebbe un modo per riequilibrare i pesi politici e dare finalmente la giusta attenzione che Taranto e il suo territorio meritano».
Il sindaco Piero Bitetti non perde tempo. I seggi si sono chiusi da poche ore ormai ma ecco che il primo cittadino entra subito in pressing nei confronti dle neopresidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. E lo fa a margine della presentazione della riapertura di Acclavio Kids, tenutasi questa mattina martedì 25 novembre, a Palazzo di Città con un appello diretto al neogovernatore Antonio Decaro, al quale Bitetti ha rivolto anche gli auguri di buon lavoro.
«Sono sicuro – ha aggiunto il primo cittadino - che si continuerà a guardare alla Puglia con un’attenzione diversa rispetto al passato. Negli ultimi anni la Regione ha recuperato molto, soprattutto in termini di attività produttive e di sostegno alle famiglie più bisognose. C’è ancora da lavorare sulla sanità, certo, ma non siamo più nelle condizioni di vent’anni fa. Ora bisogna recuperare il rapporto tra personale sanitario e popolazione, e Taranto merita un’attenzione particolare per colmare il gap accumulato».
Parole del sindaco arrivano a meno di 24 ore da dichiarazioni altrettanto forti rivolte alla sua maggioranza. Bitetti, infatti, aveva richiamato le forze di maggioranza che lo sostengono a rispettare il programma per il governo della città sottoscritto da tutti, avvertendo che non avrebbe tollerato ulteriori destabilizzazioni. «La campagna elettorale è alle spalle – aveva detto – ora ci sono gli eletti e bisogna lavorare. Le dinamiche elettorali creano slanci ma il tempo delle divisioni è finito».
Il messaggio è chiaro: Taranto non può più essere relegata a ruolo marginale nelle scelte regionali. La richiesta della vicepresidenza assume così un valore politico e simbolico, come segnale di riequilibrio e di riconoscimento per un territorio che, nelle parole del sindaco, «ha già pagato troppo e ora ha diritto a un futuro diverso».