CRONACHE TARANTINE
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Oltre 15mila preferenze, un risultato che conferma la forza elettorale di Renato Perrini e la fiducia che il territorio continua a riporre nel suo impegno politico.
Capogruppo uscente di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Perrini è stato rieletto nella tornata del 23 e 24 novembre, consolidando la sua presenza tra i banchi dell’assemblea pugliese. Un successo che nasce da anni di lavoro sul territorio e che ora apre una nuova fase, con dossier cruciali da affrontare: dalla sanità all’ambiente, passando per l’agricoltura e le infrastrutture.
In questa intervista, Perrini racconta le emozioni della vittoria, le priorità del suo mandato e le sfide che attendono la Puglia e la provincia di Taranto.
Oltre 15mila preferenze, precisamente 15.419. Se lo aspettava?
«All’inizio è difficile crederci, ma già durante la settimana sentivo che qualcosa stava maturando. La gente mi chiamava, chiedeva materiale per il comitato, fac-simile da distribuire. Persone che non conoscevo mi cercavano per dare una mano. Era il segnale che il termometro stava salendo. Alla fine i numeri hanno confermato questa sensazione».
Questa è la sua terza esperienza in Consiglio regionale. Quali sono le priorità che intende portare avanti?
«Ci sono dossier che considero una missione personale. Penso all’ospedale Moscati e al pronto soccorso oncologico: sono impegni che devo completare. Poi c’è la vicenda di San Cataldo, che reputo un grande errore di impostazione. Io ho sempre sostenuto che bisognava costruire un nuovo ospedale che assorbisse il Santissima Annunziata, ma la struttura progettata è enorme e non so dove si troveranno medici e personale per farla funzionare. Metterò dei paletti: non si possono smontare ospedali di frontiera come Castellaneta o Manduria, che servono territori periferici e hanno già situazioni drammatiche».
Sanità, ma non solo. Quali altri temi ritiene centrali?
«L’ambiente è una priorità. Sul fronte ex Ilva bisogna evitare soluzioni che scarichino i problemi sui lavoratori. Non si può pensare di mandarli a casa: occorre ricollocarli, valorizzare le competenze di chi ha lavorato per anni nello stabilimento. Sono persone qualificate, legate a quel mondo, e meritano risposte concrete. Poi c’è l’agricoltura, completamente trascurata negli ultimi vent’anni. Mancano infrastrutture idriche, e senza acqua non c’è futuro per le campagne. Servono progetti di lungo periodo, anche se ci vogliono 5-10 anni per realizzarli. Non possiamo continuare a fare politica pensando solo al tornaconto elettorale: sul territorio restano fame e problemi irrisolti».
Nell’ultimo Consiglio regionale è stato capogruppo di Fratelli d’Italia. Si aspetta di essere riconfermato?
«Sarà il gruppo consiliare a decidere. Ogni discorso adesso è prematuro».
Perrini, Fratelli d’Italia esprime in Consiglio regionale due tarantini. Secondo lei a cosa è dovuto questo risultato.
«Il risultato ottenuto dimostra che Fratelli d’Italia gode di ottima salute a Taranto e provincia. È stato fatto un grande lavoro dal coordinatore on. Dario Iaia e da tutto il gruppo, anche in momenti difficili come quello dell’Ilva. Abbiamo saputo metterci la faccia e stare sul fronte. Il lavoro svolto è stato premiato dalla fiducia degli elettori ed è la conferma che il partito è in continua crescita».