CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
La notizia della cessazione delle attività lavorative della SEMAT, azienda storica dell'indotto dell'acciaieria, giunge come una spada di Damocle che affligge, in primo luogo, i lavoratori coinvolti, i pugliesi e, nella fattispecie, i tarantini.
Dopo anni di intense lotte al fianco degli operai, di garanzie di tutela, di costante presenza sul territorio assieme al Presidente della Regione, Michele Emiliano, come assessore allo sviluppo economico prima e Consigliere del Presidente per l'attuazione del Piano per Taranto dopo, abbiamo ascoltato le esigenze delle varie aziende coinvolte nell'indotto e abbiamo cercato di risolvere le problematiche utilizzando gli strumenti che fossero in grado di garantire un prosieguo lavorativo per gli oltre 5000 operai ivi coinvolti.
Una situazione al limite del sopportabile che da molto tempo sta richiedendo un sacrificio enorme di tutte le aziende locali che contribuiscono al funzionamento della macchina operativa dell'indotto e che soffrono di gravi difficoltà economiche le quali derivano, fondamentalmente, da ritardi nei pagamenti delle fatture da parte della committenza.
Una situazione drammatica di cui è principalmente responsabile il Ministro Urso insieme alla Presidente del Consiglio Meloni che, in una tale situazione, dovrebbe prendere le redini in mano e utilizzare l'imperativo della nazionalizzazione, al fine di concretizzare un "intervento pubblico" di transizione e salvaguardia dei lavoratori, impiego di ammortizzatori sociali che attutiscano l'impellente disagio che sta coinvolgendo le realtà imprenditoriali dell'indotto.
Manca ad oggi un chiaro progetto di politica industriale sul come superare questo stato comatoso di un asset strategico dell'economia nazionale.
Esprimo quindi la mia solidarietà e la mia vicinanza a tutti coloro che stanno soffrendo le conseguenze del piano politico stilato dal Governo centrale, certo del fatto che, prima con il Presidente Emiliano e, ora, con il Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, porteremo avanti, con impegno e dedizione, un percorso di decarbonizzazione che sia in grado di garantire un sano equilibrio tra lavoro e ambiente.