CRONACHE TARANTINE
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Nel giorno in cui sindacati e istituzioni locali hanno sottoscritto un documento unitario sulla vertenza ex Ilva, arriva la voce fuori dal coro di Luca Contrario, consigliere comunale del Partito democratico.
Con toni duri e ironici, Contrario ha paragonato il testo approvato a «una letterina a Babbo Natale», mettendo in dubbio la concretezza delle proposte avanzate.
Una critica che nulla lascia presagire di buono dal momento che le parole dure del consigliere dem mettono a nudo quel nervo scoperto che è la vertenza Ilva. Parole che non mancheranno di provocare mal di pancia e che lasciano aperta la porta di un nuovo incontro di maggioranza, già nella mattinata di domani giovedì 11 dicembre. A rendere ancora più teso il clima il messaggio criptico dell’assessora comunale all’Ambiente che, anche lei su facebook, scrive: «Come c’è scritto nel Vangelo: il vostro parlare sia sì sì o no no.
«Non si offendano i sindacati, il sindaco, il presidente della Provincia e il presidente della Regione Emiliano, ma il documento appare autorevole e circostanziato come le letterine che in questi giorni tanti bambini stanno scrivendo a Babbo Natale», ha dichiarato Contrario in un suo post pubblicato su facebook.
Il consigliere ha posto interrogativi pesanti sulla fattibilità del piano: «Chi dovrebbe realizzare i tre forni elettrici e soprattutto chi dovrebbe mettere i circa 7-8 miliardi di euro necessari alla loro realizzazione?».
Contrario ha criticato anche l’ambiguità della formula «chiudere gli altiforni nel più breve tempo possibile: che vuol dire? Un anno, cinque, dieci? Intanto ogni giorno che passa senza chiudere quegli impianti di morte rischiamo nuovi malati e incidenti gravi. “Nel più breve tempo possibile” era ieri!».
Il consigliere Pd ha bocciato anche la proposta di realizzare quattro impianti Dri a Taranto: «È un po’ come chiedere di ricevere il carbone nella calza o dell’olio di ricino in regalo. Taranto non merita di essere ulteriormente violentata e compromessa. Basta».
E ha aggiunto, con sarcasmo: «E come sarebbero alimentati i quattro forni? Che dite, chiediamo a Babbo Natale anche una bella nave? (il riferimento è alla nave rigassificatrice, ndc)».
Al centro della critica di Contrario c’è l’assenza di una visione diversa per la città: «Davvero nessun dirigente sindacale, nessun capo politico, nessun rappresentante istituzionale ha voglia di prendere in considerazione un modello di sviluppo alternativo? È ormai evidente che l’attuale modello industriale non sia più in grado di produrre lavoro, sviluppo e benessere. Serve altro per difendere salute, ambiente, reddito e occupazione».
Infine l’appello alla sua stessa maggioranza in Consiglio comunale: «Serve un confronto approfondito, sereno ma fermo. Mi spiace che ai tavoli non sia mai rappresentata quella parte della città che sogna e progetta un’altra Taranto possibile e necessaria».
A prendere le distanze è anche Mirko Di Bello. Il consigliere comunale di Italia Oltre-Pri, anche lui su facebook, scrive: «Desidero prendere formalmente le distanze dal contenuto del documento sottoscritto dal sindaco di Taranto insieme ai sindacati, alla Provincia e alla Regione Puglia, con cui si chiede al Governo la realizzazione di tre forni elettrici alimentati da quattro impianti Dri. Per tale motivo – scrive ancor Di Bello - mi dissocio espressamente da tale sottoscrizione, nei contenuti e nell’indirizzo politico che rappresenta. Continuo a ritenere che Taranto meriti scelte differenti, coerenti, coraggiose, soprattutto rispettose del diritto inviolabile alla salute, oltre che ad un futuro alternativo della città dal punto di vista economico, sociale, ambientale».