CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Non è stata una conferenza stampa ordinaria quella convocata oggi, venerdì 12 dicembre, dal Movimento 5 Stelle a Taranto.
A pochi giorni dalla firma del documento sull’Ilva sottoscritto dal sindaco Piero Bitetti insieme al presidente della Regione Michele Emiliano, al presidente della Provincia Gianfranco Palmisano e ai segretari di Fim, Fiom, Uilm e Usb, i pentastellati hanno scelto di alzare il tono dello scontro.
Per la consigliera regionale e comunale Annagrazia Angolano e per il vicepresidente nazionale del movimento, senatore Mario Turco, quel testo non è un passo avanti, ma “un documento fuffa” che rischia di illudere ancora una volta i tarantini e di condannare la città a un futuro incerto.
Tanto da far chiedere ad Annagrazia Angolano chiarezza politica “doverosa – ha sottolineato con forza - rispetto ai cittadini che vogliono comprendere bene qual è la linea del Comune di Taranto e di questa maggioranza di governo cittadino. Parlare dell’ex Ilva significa parlare del presente e del futuro della città, di una riconversione e diversificazione industriale che noi abbiamo sempre ipotizzato e cercato di realizzare con il Cantiere Taranto”.
Angolano ha criticato il metodo seguito dal sindaco: “Non possiamo più accettare la scenetta già vissuta di un sindaco che in maniera unilaterale, senza condividere con la sua stessa maggioranza, sottoscrive un documento privo di sostenibilità sanitaria, ambientale, economica e occupazionale. In questo modo si prendono ancora una volta in giro i tarantini. Chiediamo che il passaggio avvenga in consiglio comunale, dove si dica chiaramente cosa si vuole fare di Taranto a partire dalla vertenza Ilva”.
La consigliera ha poi evidenziato le contraddizioni interne alla maggioranza: “È assurdo che il sindaco firmi un documento e contestualmente i suoi stessi consiglieri di maggioranza lo smentiscano pubblicamente. Evidentemente c’è qualcosa che non va. La chiarezza politica significa avere il coraggio delle proprie idee e delle proprie azioni”.
Ancora più duro l’intervento del senatore Mario Turco, vicepresidente nazionale del M5S, che ha attaccato frontalmente il governo: “Il ministro Urso si presenta con un decretino salva-Ilva che prolunga la cassa integrazione ai lavoratori. Noi diciamo no. Proporremo un decreto ‘Salva Taranto’ che prevede la chiusura di tutte le fonti inquinanti, il no alla nave rigassificatrice e un grande processo di riconversione economico, sociale e culturale, partendo dalle imprese dell’indotto con la creazione di un fondo di rigenerazione”.
Turco ha denunciato il definanziamento del Cantiere Taranto e lo spostamento di progetti in altre regioni: “Con i nostri soldi si stanno realizzando progetti altrove, dal gruppo Verretti in Liguria a Renexia in Abruzzo, fino all’Acquario Green a Reggio Calabria. Basta propaganda. Germania e Francia hanno intercettato miliardi in Europa per decarbonizzare i loro stabilimenti. Se il ministro Urso vuole parlare di acciaio green deve andare in Europa a cercare risorse. Il gas non è decarbonizzazione, solo l’idrogeno lo è”.
Infine, l’appello agli enti locali: “Basta firmare cambiali in bianco ai danni dei cittadini di Taranto. Domenica mattina saremo in piazza per una raccolta firme contro la nave rigassificatrice. Diciamo basta a questa politica becera che continua a penalizzare la città”.
Falcone (Con Taranto): “Su Ilva non é nostro compito proporre piani ma chiedere limiti di produzione tollerabili”
“Assistiamo all’ennesima e divisiva discussione sull’Ilva in questa città”, a dichiararlo è Francesco Andrea Falcone, coordinatore provinciale di Con Taranto, intervenendo nel dibattito sulla vertenza siderurgica. “Continuiamo a ridurre la discussione a uno scontro tra posizioni, dopo aver perso completamente il focus della vicenda”.
Per Falcone, la questione centrale non è elaborare piani o strategie da imporre al governo o agli imprenditori, ma individuare un punto fermo condiviso: “Se siamo tutti d’accordo, l’unica richiesta sensata che questa città possa fare alle istituzioni è identificare una soglia di produzione sicura per i tarantini e nulla più. Non siamo in grado, né abbiamo titolo, per proporre piani al Governo o a qualsiasi imprenditore che dovrebbe sobbarcarsi la gestione dell’impianto alle nostre condizioni. È una richiesta irricevibile per chiunque”.
Il coordinatore ha ricordato che “l’impianto è sotto sequestro e garantisce la parità dei costi solo a 6 milioni di tonnellate. Questo è il dato di partenza”. Da qui l’appello a riportare il dibattito su ciò che davvero conta: “L’auspicio naturale è che si ritorni a parlare dell’unica cosa che vale per tutti: cittadini e lavoratori. Entro quale soglia di produzione, se esiste e in qualunque forma, i tarantini sono al sicuro”.
Falcone ha concluso sottolineando la necessità di chiarezza per tutti gli attori coinvolti: “Chiarito questo argomento, che ad oggi resta un mistero, si può spiegare ai lavoratori quanti ne saranno ancora impiegati e a un eventuale imprenditore interessato come potrà gestire la produzione”.
Lega all’attacco: “Bitetti dica se rinnega gli impegni firmati con i sindacati sull’Ilva”
La polemica sul futuro dell’ex Ilva si arricchisce di un nuovo capitolo. A intervenire è Francesco Battista, segretario cittadino della Lega, che ha stigmatizzato le dichiarazioni del consigliere Contrario circa la volontà del sindaco Piero Bitetti di non prevedere l’arrivo degli impianti DRI a Taranto.
“Quanto dichiarato dal consigliere Contrario – ha affermato Battista – entra in evidente contrasto con quanto sottoscritto ufficialmente dal primo cittadino insieme ai sindacati nel verbale della vertenza ex Ilva”.
Il riferimento è al documento condiviso con le RSU di Fim, Fiom, Uilm e Usb, oltre che con istituzioni locali e regionali, in cui si parla chiaramente di due punti fondamentali: “La realizzazione dei tre forni elettrici e la realizzazione di quattro DRI a Taranto, definiti materia prima indispensabile per la sostenibilità industriale della città”.
Da qui la domanda provocatoria di Battista: “Se ora il sindaco, per bocca di un suo consigliere, afferma il contrario, chi ha preso in giro chi? I sindacati o la sua stessa maggioranza?”.
Il segretario della Lega ha chiesto trasparenza e chiarezza immediata: “Taranto non può assistere a questo teatrino. Serve serietà e una linea chiara. Chiediamo al sindaco Bitetti di chiarire subito quale sia la posizione ufficiale dell’amministrazione e se intende smentire il consigliere Contrario o rinnegare gli impegni firmati con i sindacati”.
E ha concluso con un monito: “Una cosa è certa: entrambe non possono essere vere”.