CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Il futuro dell’ex Ilva torna al centro del dibattito politico tarantino con una contrapposizione netta tra il Movimento 5 Stelle e l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Piero Bitetti.
Il Gruppo territoriale M5S, attraverso la consigliera comunale Annagrazia Angolano, ha annunciato il deposito di una mozione in Consiglio comunale per ribadire la contrarietà alla prospettiva di una nave rigassificatrice nel porto di Taranto, ipotesi ventilata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy come fonte di approvvigionamento energetico per i nuovi forni elettrici e impianti DRI previsti dall’Accordo di Programma. Una soluzione che, secondo i pentastellati, comporterebbe gravi criticità ambientali, sanitarie e di sicurezza, già respinte formalmente dal Comune.
La mozione chiede di riaffermare la posizione dell’Assise comunale, garantire coerenza rispetto agli atti già assunti e fornire un indirizzo politico chiaro sulle alternative energetiche.
Parallelamente, il senatore Mario Turco, vicepresidente nazionale del M5S, ha annunciato la presentazione di un emendamento in Parlamento per escludere esplicitamente la nave rigassificatrice dal percorso di riconversione dell’ex Ilva. A sostegno di queste iniziative, il Movimento ha avviato anche una raccolta firme tra i cittadini, con l’obiettivo di rafforzare la posizione espressa a livello istituzionale.
«Taranto non può essere ancora una volta destinataria di scelte calate dall’alto – hanno dichiarato i rappresentanti del M5S –. Il futuro industriale della città deve essere compatibile con la tutela della salute, dell’ambiente e della sicurezza del territorio».
La presa di posizione ha però suscitato una replica dura da parte di Davide De Fazio, rappresentante del civismo con passate esperienze politiche, che ha difeso l’operato del sindaco Bitetti e della sua maggioranza. A pochi giorni dalla firma del documento sull’Ilva sottoscritto da Comune, Regione, Provincia e sindacati, De Fazio ha accusato i pentastellati di avere “la memoria corta”.
Secondo De Fazio, il sindaco non avrebbe affatto tradito la comunità, ma starebbe conducendo una “durissima e complessa mediazione” per conciliare la tutela della salute con la salvaguardia di migliaia di posti di lavoro. Ha inoltre ricordato come nel 2018 il M5S avesse promesso la chiusura immediata dello stabilimento, raccogliendo il 50% dei consensi a Taranto, salvo poi – una volta al governo – firmare un accordo con ArcelorMittal che consentiva la prosecuzione della produzione senza la chiusura delle fonti inquinanti.
«A tradire i tarantini siete stati unicamente voi del M5S e non certo il nostro sindaco Piero Bitetti», ha concluso De Fazio, ribaltando le accuse mosse da Angolano e Turco.
Il confronto politico sull’ex Ilva si conferma dunque acceso e polarizzato: da un lato il Movimento 5 Stelle che insiste sulla necessità di escludere la nave rigassificatrice e di ridefinire il modello industriale di Taranto; dall’altro l’amministrazione comunale e i suoi sostenitori, che rivendicano la complessità della mediazione in corso e accusano i pentastellati di incoerenza rispetto alle promesse del passato.