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La Puglia segna un primato nazionale nella tutela delle retribuzioni. Grazie alla legge regionale n. 30/2024, dichiarata legittima dalla Corte Costituzionale che ha rigettato l’impugnazione del Governo, la Regione diventa la prima in Italia a garantire il salario minimo ai lavoratori impiegati negli appalti regionali.


A sottolineare l’importanza del risultato è Cosimo Borraccino, consigliere regionale del Partito Democratico: “Una vittoria importantissima ottenuta grazie all’impegno del Presidente Emiliano e che vede la Regione Puglia come la prima regione italiana a tutelare il salario minimo”.
Il provvedimento, frutto di un percorso avviato da tempo, rappresenta un punto di svolta. “Grazie alla legge regionale pugliese n. 30/2024 – spiega Borraccino – siamo stati in grado di salvaguardare gli stipendi dei lavoratori impiegati negli appalti regionali”.
Il consigliere evidenzia come la decisione della Consulta apra la strada a ulteriori sviluppi: “Un passo determinante che crea il solco che ci permetterà di proseguire lungo questa strada in salita fatta di giustizia e tutela delle retribuzioni, anche in mancanza di qualsivoglia analoga tutela da parte dello Stato, come specificato dal Presidente Emiliano”.
La Puglia, dunque, si pone come laboratorio di politiche sociali avanzate, in un contesto nazionale ancora privo di una normativa organica sul salario minimo.

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