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La sanità pugliese rischia di affrontare le festività natalizie in piena emergenza.

A denunciarlo è il consigliere regionale della Lega, Antonio Paolo Scalera, che in due distinte note mette in fila criticità strutturali, carenze di personale e ritardi nella prevenzione oncologica, delineando un quadro che definisce “il risultato di anni di mancata programmazione”.
Sul fronte dell’emergenza-urgenza, Scalera avverte che la carenza di medici nei servizi di Continuità Assistenziale e nel 118 potrebbe esplodere proprio nei giorni di maggiore affluenza. “La situazione è chiaramente strutturale e riguarda l’intera Regione”, afferma, ricordando che “centinaia di ore di assistenza rischiano di andare perse tra Natale e fine dicembre, con numerose postazioni sguarnite o coperte solo parzialmente”.
I numeri, sottolinea il consigliere, parlano da soli: “In Puglia mancano tra il 25% e il 30% dei medici rispetto a una pianta organica di 525 unità”, con deficit significativi in tutte le province. Una criticità aggravata dalla mancata proroga delle misure straordinarie per il lavoro aggiuntivo, che secondo Scalera rischia di spingere i cittadini “nei pronto soccorso anche per patologie minori, aggravando una pressione già insostenibile”.
Ma l’allarme del consigliere leghista non si ferma all’emergenza. Scalera punta il dito anche contro la gestione regionale della prevenzione oncologica, definendola “miope e incapace di garantire mammografie ed ecografie nei tempi giusti”. Il tumore al seno, ricorda, “si può sconfiggere solo se la prevenzione viene messa al centro delle politiche sanitarie”, ma in Puglia “si continua ad assistere a tempi di attesa inaccettabili e a una prevenzione che resta uno slogan buono solo per le campagne elettorali”.
Il paradosso, afferma, è che “al Sud ci si ammala di meno ma si muore di più”, un dato che attribuisce alla mancanza di una rete territoriale efficiente. “Non è una fatalità, è una responsabilità politica”, insiste, denunciando che mentre altrove si investe in poliambulatori e screening diffusi, in Puglia “si spendono centinaia di milioni per nuovi ospedali senza garantire la prevenzione primaria”.
Da qui la richiesta di un cambio di passo immediato: “È indispensabile che la Regione assuma decisioni concrete per garantire la copertura dei servizi essenziali durante le festività e acceleri sul rinnovo del contratto integrativo regionale, fermo da quindici anni”.
E sul fronte oncologico, Scalera annuncia già la sua prossima mossa: “Presenterò una proposta di legge per riconvertire gli ospedali chiusi in centri diagnostici di prevenzione, creare una rete regionale di poliambulatori e garantire mammografia ed ecografia annuali dai 40 anni in poi, senza barriere economiche o geografiche”.
Un monito chiude la sua denuncia: “La tutela del diritto alla salute dei cittadini pugliesi non può essere messa in pausa sotto le feste. L’emergenza non può diventare la normalità”.

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