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Taranto si prepara a un Consiglio comunale ad alta tensione. Lunedì 29 dicembre, alle ore 9, l’aula di Palazzo di Città ospiterà una seduta monotematica dedicata all’emergenza rifiuti, richiesta da un gruppo di consiglieri dell’opposizione che da settimane denunciano una situazione ormai fuori controllo.


A sollecitare la convocazione sono stati in particolare i consiglieri di Fratelli d’Italia, affiancati da altri esponenti del centrodestra cui si è aggiunto il consigliere di maggioranza Nicola Catania, che chiedono un confronto pubblico e trasparente sulla gestione del servizio di igiene urbana e sulle criticità di Kyma Ambiente, la società partecipata responsabile della raccolta.
La richiesta nasce dall’esasperazione crescente dei cittadini e da una condizione che, secondo i promotori, non può più essere definita un semplice disservizio. Cumuli di rifiuti abbandonati, cassonetti stracolmi, marciapiedi invasi da sacchetti e odori nauseanti hanno alimentato proteste diffuse e un clima di forte malcontento.
La crisi dei rifiuti ha un nome che ricorre con insistenza: Kyma Ambiente. La partecipata comunale, già da tempo in difficoltà, è oggi alle prese con una situazione finanziaria talmente complessa da mettere a rischio la sua stessa sopravvivenza.
Il tema è già approdata nel Consiglio comunale del 22 dicembre scorso quando i consiglieri sono stati chiamati a deliberare la proroga del contratto di servizio quinquennale e del servizio di conferimento a recupero dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata a Kyma Ambiente. 
A precedere questo passaggio è stata l’approvazione da parte della Giunta comunale delle Linee guida per il nuovo Piano industriale dei servizi di igiene urbana, un documento di 23 pagine che ridisegna l’intera architettura del sistema.
Le nuove linee guida approvate dalla Giunta comunale rappresentano una sorta di mappa del futuro per la gestione dei rifiuti a Taranto, un documento di 23 pagine che ridisegna l’intera architettura del servizio. Al suo interno, soprattutto nelle sezioni centrali, si delinea un modello che punta a superare le criticità attuali attraverso una riorganizzazione profonda e un approccio più razionale e misurabile. Il Piano introduce innanzitutto una distinzione netta tra utenze domestiche e non domestiche: per le prime viene immaginato un sistema di raccolta stradale uniforme, semplice e di prossimità, con contenitori standardizzati e regole identiche in tutta la città, così da rendere immediato il conferimento e ridurre gli errori; per le seconde, invece, si punta su un porta a porta più spinto e calibrato sulle diverse tipologie di attività, soprattutto quelle che producono quantità significative di materiali riciclabili.
Un ruolo centrale è affidato al progetto sperimentale che partirà nel quartiere Salinella, scelto come laboratorio urbano per testare nuove modalità di raccolta e di comunicazione con i cittadini. Qui verrà messo alla prova un modello basato su due infrastrutture integrate: da un lato la centrale pneumatica di raccolta, concepita come nodo terminale dei rifiuti differenziati provenienti dalle isole di raccolta distribuite nel quartiere e collegate tramite tubazioni sotterranee che trasporteranno i materiali in depressione, riducendo così la movimentazione su gomma; dall’altro il Centro comunale di raccolta di via Golfo di Taranto, inaugurato il 4 dicembre, pensato come punto di conferimento per ingombranti, RAEE, sfalci e tutte le frazioni non gestibili dal sistema pneumatico.
Il Piano fissa anche obiettivi chiari e progressivi per la raccolta differenziata: raggiungere il 40% nel primo anno, il 50% nel secondo e il 65% nel terzo, con l’intento di riportare Taranto in linea con gli standard nazionali ed europei. Per accompagnare questa trasformazione è previsto un cronoprogramma dettagliato per circoscrizione, con l’avvio graduale dei nuovi servizi e campagne di comunicazione mirate, oltre a un monitoraggio costante dei risultati. Il documento recepisce inoltre gli standard fissati da Arera, introducendo indicatori di qualità tecnica e contrattuale che misureranno tempi di risposta, efficienza dei centri di raccolta e percezione del servizio da parte dei cittadini.
A vigilare sull’intero sistema sarà una cabina di regia che riunirà Comune, gestore e Ager, con controlli sistematici, un regime sanzionatorio certo e una rendicontazione periodica. L’obiettivo dichiarato è ricostruire la fiducia dei cittadini attraverso trasparenza e credibilità, evitando proclami irrealistici e puntando invece su un percorso fatto di piccoli passi misurabili. La sfida, in definitiva, è trasformare la gestione dei rifiuti da punto debole a leva di rigenerazione urbana, capace di generare benefici ambientali, economici e sociali.

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