CRONACHE TARANTINE
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C’è un passaggio parlamentare che, al di là dei tecnicismi, parla direttamente al futuro di Taranto e dei suoi lavoratori. Un voto che non si limita a registrare una posizione politica, ma che apre uno spiraglio concreto in una delle vertenze più complesse e dolorose del Paese.
È in questo clima che arriva l’ordine del giorno approvato alla Camera e dedicato al destino dell’ex Ilva, un atto che punta a rimettere al centro le persone, le loro competenze e le prospettive di un territorio che da anni attende risposte.
A sottolinearne la portata è l’onorevole Giovanni Maiorano di Fratelli d’Italia, componente della Commissione Affari costituzionali e della Commissione Parlamentare Antimafia. «L’approvazione dell’ordine del giorno rappresenta un segnale politico chiaro e concreto di attenzione verso Taranto e, in particolare, verso i lavoratori dell’ex Ilva», afferma il deputato, rimarcando come il testo impegni il Governo ad avviare programmi di accompagnamento, formazione e riqualificazione professionale per i dipendenti Ilva e Adi in amministrazione straordinaria. Obiettivo: «creare nuove esperienze professionali e supportare l’autoimprenditorialità, anche attraverso esodi incentivati».
Non solo. Maiorano evidenzia che l’esecutivo «valuterà l’ipotesi di adottare ulteriori misure di sostegno al reddito» e di consentire ai lavoratori del settore siderurgico che, nel biennio 2026-2027, abbiano almeno dieci anni di attività nel ciclo integrale dell’acciaio e trenta anni di contributi, di accedere al pensionamento anticipato.
Un impegno che, secondo il parlamentare, non si esaurisce nel perimetro dell’atto approvato. «Il voto favorevole – prosegue Maiorano – impegna il Governo Meloni a mantenere alta la priorità sulla vertenza Ilva, con particolare riferimento alla salvaguardia dei livelli occupazionali». Una responsabilità istituzionale, la definisce, verso «un territorio che da troppo tempo paga un prezzo altissimo».
Decisivo, nel percorso delineato, sarà il completamento della procedura di cessione dell’ex Ilva al nuovo investitore, previsto nella prima parte del 2026. Un passaggio che, nelle parole del deputato, dovrà aprire la strada a «una nuova gestione dello stabilimento che coniughi continuità produttiva, tutela dell’occupazione e salvaguardia ambientale attraverso investimenti chiari, sicurezza e rispetto del territorio».