CRONACHE TARANTINE
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Sarà un passaggio di consegne dal forte valore simbolico quello che mercoledì 7 gennaio, alle ore 15, si terrà nell’Aula magna della Corte d’Appello di Bari.
Antonio Decaro verrà proclamato ufficialmente presidente della Regione Puglia, aprendo una nuova fase politica che si intreccia con attese, equilibri da definire e un quadro istituzionale ancora in movimento. Subito dopo la proclamazione, nello stesso luogo, avverrà il passaggio di consegne con il presidente uscente Michele Emiliano, chiudendo definitivamente la stagione del centrosinistra guidata negli ultimi dieci anni dall’ex sindaco di Bari.
Con la proclamazione del presidente si avvia anche il conto alla rovescia per la formazione della nuova giunta. La legge concede dieci giorni di tempo a partire dalla proclamazione dei consiglieri regionali, un termine che nella prassi è sempre stato rispettato ma che non è perentorio. E questa volta, i tempi potrebbero allungarsi: le numerose memorie depositate dai candidati, relative all’interpretazione di vari aspetti della legge elettorale, sono ancora all’esame dei magistrati competenti. Per conoscere la composizione ufficiale del Consiglio regionale occorrerà attendere almeno altri dieci giorni.
Intanto, però, le trattative politiche sono già in corso. Tra i nomi più accreditati per un posto in giunta spicca quello di Donato Pentassuglia, che potrebbe tornare nell’esecutivo regionale ma con una delega diversa rispetto all’Agricoltura, Risorse idriche, Tutela delle acque e Autorità idraulica ricoperta nell’Emiliano II. Per lui si parla con insistenza della Sanità, un ruolo che ha già ricoperto nel 2014 nella giunta Vendola, subentrando a Elena Gentile dopo l’elezione di quest’ultima al Parlamento europeo. Accanto a Pentassuglia, potrebbe entrare in giunta anche la pentastellata tarantina Annagrazia Angolano, un’ipotesi che accentuerebbe il paradosso politico già evidente: il M5S tarantino governa con il centrosinistra in Regione ma siede all’opposizione della stessa coalizione che guida il Comune di Taranto.
Sul fronte del Consiglio regionale, al netto di possibili ricalcoli, la nuova assemblea — che resterà in carica fino al 2030 e che conta 23 riconfermati della precedente legislatura — risulta così composta.
Nella maggioranza, il Partito Democratico porta 14 consiglieri: Francesco Paolicelli, Elisabetta Vaccarella, Ubaldo Pagano, Debora Ciliento, Domenico De Santis, Giovanni Vurchio, Raffaele Piemontese, Rossella Falcone, Antonio Matarrelli, Isabella Lettori, Stefano Minerva, Loredana Capone, Donato Pentassuglia e Cosimo Borraccino. Alla lista “Decaro presidente” spettano 7 seggi: Felice Spaccavento, Nicola Rutigliano, Graziamaria Starace, Giulio Scapato, Tommaso Gioia, Silvia Miglietta e Giuseppe Fischetti. Seguono i 4 consiglieri di “Per la Puglia”: Saverio Tammacco, Ruggiero Passero, Antonio Tutolo e Sebastiano Leo. Il Movimento 5 Stelle ottiene 4 seggi: Maria La Ghezza, Rosa Barone, Cristian Casili e Annagrazia Angolano.
All’opposizione, Fratelli d’Italia si conferma primo gruppo con 11 consiglieri: Tommaso Scatigna, Tonia Spina, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Gianni De Leonardis, Luigi Caroli, Antonio Scianaro, Paolo Pagliaro, Dino Basile, Renato Perrini e Giampaolo Vietri. Forza Italia porta 5 eletti: Anna Carmela Minuto, Marcello Lanotte, Paolo Dell’Erba, Paride Mazzotta e Massimiliano Di Cuia. La Lega ottiene 4 seggi: Fabio Romito, Napoleone Cera, Gianfranco De Blasi e Antonio Paolo Scalera. A questi si aggiunge, come previsto dalla legge, il candidato presidente del centrodestra Luigi Lobuono, che entra di diritto in Consiglio con i suoi 505.055 voti.
Il quadro politico è dunque definito nei numeri ma non ancora negli atti ufficiali. La proclamazione dei consiglieri, infatti, arriverà solo dopo la conclusione dell’esame delle memorie da parte dei magistrati. Nel frattempo, l’attenzione resta puntata su Decaro e sulle sue prime mosse: la composizione della giunta sarà il primo vero banco di prova della nuova legislatura, chiamata a misurarsi con un territorio che attende risposte rapide e una macchina amministrativa che dovrà trovare un nuovo equilibrio.