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C’è un filo rosso che attraversa i primi sei mesi di lavoro dell’assessora ai Servizi sociali e alle Politiche abitative del Comune di Taranto, Sabrina Lincesso: riportare la città al centro delle politiche di cura. In un momento in cui il disagio sociale cresce, le fragilità si moltiplicano e le risorse economiche si assottigliano, l’assessora ha scelto di muoversi in controtendenza, provando a ricucire ciò che per troppo tempo è rimasto ai margini.

Ha rimesso ordine, cercato fondi, riaperto spazi, costruito alleanze. E lo ha fatto con un’idea chiara: «I servizi sociali devono essere più vicini alle persone». Un obiettivo ambizioso, che ha richiesto prima di tutto una riorganizzazione interna della Direzione, costruita insieme al dirigente, per dare all’intero settore un assetto più ordinato, leggibile e capace di rispondere ai bisogni reali della città.
Da qui parte il racconto di un semestre intenso, fatto di riorganizzazione, nuovi progetti, investimenti mirati e scelte che guardano lontano. Una trama che prova a ridisegnare il volto sociale di Taranto, pezzo dopo pezzo.
«Non possiamo limitarci a gestire l’emergenza. Dobbiamo intercettare risorse, costruire progetti, programmare». Ed è ciò che l’Assessorato ha fatto in questi primi mesi, firmando il Protocollo Pnes con Asl e Ambiti territoriali, che consentirà l’attivazione di ambulatori di prossimità, veri e propri servizi socio-sanitari più vicini ai cittadini, con équipe multidisciplinari. Parallelamente, l’Ambito Territoriale di Taranto è stato candidato con successo ai fondi regionali INtegra, ottenendo 900mila euro destinati alle persone più fragili, a chi vive situazioni di grave marginalità e a chi rischia di restare invisibile. A queste risorse si aggiungono altri 100mila euro per il recupero e la redistribuzione delle eccedenze alimentari.
Un’attenzione particolare è stata dedicata alle famiglie e ai minori. Il programma P.I.P.P.I. è stato ampliato e oggi sostiene 30 nuclei familiari in difficoltà, contribuendo a prevenire l’allontanamento dei minori dalle loro case. È stato inoltre avviato il servizio sociale “On the Road”, con operatori presenti direttamente nei quartieri, per intercettare i bisogni prima che diventino emergenze.
Sul fronte dei servizi alla persona, i primi sei mesi hanno visto il rafforzamento del Centro Servizi per le Famiglie, l’assunzione di tre nuove assistenti sociali e la riapertura dei Centri di Aggregazione Sociale per gli anziani, restituendo spazi di incontro e socialità a una fascia spesso isolata. Il Comune ha aderito ai fondi ministeriali ComeTE, investendo sulla lotta alla povertà educativa, e ha firmato un protocollo con il Ministero della Giustizia per l’attivazione del Centro di Giustizia Riparativa, introducendo un nuovo modo di affrontare il rapporto tra giustizia e comunità. Taranto ha inoltre aderito alla Carta per l’Integrazione promossa dall’Unhcr, una scelta che Lincesso definisce «di responsabilità e inclusione».
È in costruzione anche un Patto per la Salute Mentale, elaborato insieme al Dipartimento di Salute Mentale, per affrontare in modo coordinato un disagio psicologico sempre più diffuso.
Guardando al futuro, l’assessora indica alcune priorità: la pianificazione dei JTF, l’attivazione di un Pronto Intervento Minorile, la creazione di un tavolo tecnico sulle politiche abitative, la nomina del Garante delle persone con disabilità e del Garante dei detenuti, oltre all’apertura di un presidio di Servizio Sociale a Città Vecchia, pensato per contrastare l’abbandono scolastico e la devianza minorile.
Lincesso non nasconde le difficoltà legate al bilancio comunale: «La situazione economica del Comune è complessa e alcune scelte sono state inevitabili», afferma. Ma rassicura i cittadini: «I servizi sociali essenziali resteranno una priorità assoluta. La sfida del prossimo anno sarà garantire i livelli essenziali delle prestazioni e rafforzare la prevenzione, per costruire una Taranto più giusta, più attenta e più vicina alle persone».
Un percorso appena iniziato, ma che già delinea una visione: quella di una città che non lascia indietro nessuno.

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