CRONACHE TARANTINE
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Pronto soccorso intasati, ambulanze senza medici e un sistema territoriale incapace di filtrare gli accessi ospedalieri.
È un quadro duro quello tracciato da Emiliano Messina, consigliere comunale di Taranto e responsabile Sanità dell’Udc Puglia, che interviene nel dibattito esploso in questi giorni sulle criticità dell’emergenza-urgenza nel territorio jonico.
«Taranto è penalizzata da anni. Senza medicina territoriale e senza medici nel 118 non esiste alcun filtro agli accessi ospedalieri», afferma Messina, denunciando una situazione che definisce il risultato di scelte “a ribasso” imposte dalla Regione.
Secondo il rappresentante Udc, la gestione della sanità pugliese ha mostrato limiti evidenti, ma la provincia di Taranto sarebbe quella che ha pagato il prezzo più alto.
«La nostra è stata la provincia più trascurata, e le conseguenze ricadono su pazienti e operatori», sostiene Messina.
Il nodo più critico riguarda proprio i Pronto soccorso e il Sistema 118, finiti al centro dell’attenzione dopo le segnalazioni di sovraffollamento a Taranto e Martina Franca e le difficoltà legate al picco influenzale.
Messina entra nel merito dei numeri: «Nel 118 di Taranto ci sono solo 13 medici su 75 previsti in pianta organica. E su Taranto e provincia bisogna gestire una centrale operativa, tre punti di primo intervento e 35 postazioni h24». Una carenza che, secondo il consigliere, impedisce al sistema di svolgere la sua funzione principale: intervenire sul territorio, stabilizzare i pazienti e ridurre gli accessi impropri ai Pronto soccorso. «Se sulle ambulanze ci sono solo infermieri e soccorritori, il filtro non può esistere», aggiunge.
Nel dibattito è emersa anche la proposta di aprire un secondo Pronto soccorso al Moscati o un PS dedicato agli oncologici. Messina frena: «Il decreto ministeriale 70 è chiaro: un Pronto soccorso può esistere solo se alle spalle c’è un ospedale di base con Medicina, Chirurgia e Ortopedia. Prima deve aprire il nuovo ospedale, poi si potrà ragionare su una seconda struttura». Quanto al Pronto soccorso oncologico, Messina lo considera utile ma non risolutivo: «Si rivolgerebbe solo ai pazienti neoplastici e non allevierebbe il sovraffollamento generale. Può essere un terzo centro, non la soluzione al problema».
Per il responsabile Sanità dell’Udc, la strada è tracciata: «Servono presidi territoriali h24 realmente operativi e il completamento urgente dell’organico medico del 118».
Messina chiede anche un piano straordinario per il personale dei Pronto soccorso e una programmazione seria della rete ospedaliera jonica: «Taranto non può continuare a essere la provincia più trascurata nel panorama sanitario. Su questi obiettivi porteremo avanti una battaglia politica seria, senza ambiguità e senza compromessi».