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Il clima politico a Taranto si fa sempre più teso. Nel giro di poche ore, due esponenti del centrodestra – Luca Lazzàro di Fratelli d’Italia e Francesco Battista della Lega – hanno lanciato accuse durissime contro l’amministrazione guidata dal sindaco Piero Bitetti, denunciando scelte considerate “incomprensibili” e “dannose” per la città.


Al centro delle polemiche, da un lato il taglio da 1,8 milioni di euro alle politiche sociali, dall’altro la decisione di ricorrere a una consulenza esterna per analizzare la situazione di Kyma Ambiente, la partecipata comunale in piena crisi.
Il consigliere comunale Luca Lazzàro parla di una scelta “gravissima”, che rischia di lasciare senza tutele migliaia di famiglie. “Parliamo di una riduzione di circa 1,8 milioni di euro, quasi il 40% del budget complessivo”, denuncia, definendo la misura “un colpo durissimo per un settore che rappresenta l’ultimo baluardo di sostegno e dignità per tanti tarantini”.
Ma nel mirino non c’è solo il merito, anche il metodo: “È inaccettabile che una decisione di tale portata venga presa senza coinvolgere il Consiglio comunale, il Terzo Settore, le cooperative sociali, gli operatori che ogni giorno lavorano accanto ai più fragili”.
Lazzàro ricorda che oltre 44.000 cittadini usufruiscono dei servizi sociali comunali: “Tagliare così, senza una valutazione puntuale degli effetti, significa rischiare di abbandonare chi non ha voce”.
Per questo il consigliere chiede un passo indietro immediato e invita il sindaco “a ritirare questa decisione e a convocare un tavolo pubblico di confronto. Le difficoltà di bilancio non possono essere scaricate sui più deboli”. E chiude con un monito: “La grandezza di una città si misura da come tratta i suoi cittadini più fragili. Taranto merita rispetto e una guida responsabile”.
Parallelamente, il segretario cittadino della Lega, Francesco Battista, punta il dito contro la gestione delle partecipate, in particolare Kyma Ambiente, definita “in piena crisi organizzativa e finanziaria”.
Battista critica la decisione della Giunta di affidare a un professionista esterno uno “studio approfondito” sulla situazione della società. “È una palese ammissione di incapacità interna. Si spendono soldi pubblici per sapere ciò che dirigenti, assessori e revisori dovrebbero già conoscere”.
La recente determinazione dirigenziale che stanzia 37.500 euro per la consulenza viene giudicata un segnale preoccupante: “Ci chiediamo se basteranno o se serviranno altri soldi dei cittadini. È inaccettabile che si arrivi a quasi 40.000 euro per supplire a funzioni che l’amministrazione dovrebbe saper svolgere. A cosa servono – è l’interrogativo che si pone Battista - i dirigenti della direzione Ambiente? Qual è il ruolo dei revisori di Kyma Ambiente e degli assessori al ramo, lautamente remunerati, se poi si delega tutto all’esterno?”.
Per il segretario leghista, la vicenda è la prova di una gestione “allo sbando. Questa amministrazione naviga a vista, preferisce delegare invece di esercitare un controllo competente. I cittadini meritano trasparenza e una gestione seria delle risorse pubbliche”.

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