CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Apprendiamo della notizia della condanna (patteggiata) di Giovanni Gugliotti, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, per i reati di calunnia e falso giuramento a seguito dell’invio a Procura di dossier anonimi con accuse infondate contro circa quaranta persone.
Una vicenda -afferma la segretaria provinciale del Pd, Anna Filippetti- che definire grottesca è un eufemismo: chi doveva tutelare la legalità e l’interesse pubblico si è invece trasformato in autore di accuse false e anonime contro avversari politici. Dossier firmati con pseudonimi paradossali, mirati a screditare la reputazione di amministratori, cittadini e imprese: questo è il “metodo istituzionale” scelto dal Presidente dell’Autorità Portuale di Taranto.
A questo punto è legittimo rivolgere alcune domande al Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che ha fortemente sponsorizzato la nomina di Gugliotti.
Ministro Salvini ha nulla da dire su questa vicenda? Lei che quotidianamente si erge a paladino della legalità può davvero rimanere in silenzio di fronte a una condanna per calunnia e falso giuramento?
È sempre così sicuro, Ministro Salvini, di aver fatto la scelta giusta affidando un’infrastruttura strategica come il Porto di Taranto a chi si diletta a inventare reati per danneggiare gli altri?
E infine, intende forse fischiettare come se nulla fosse accaduto o farà un mea culpa pubblico, chiedendo scusa ai cittadini di Taranto e riconoscendo l’errore nella gestione delle nomine, visto che questa vicenda non fa altro che minare la credibilità delle istituzioni?
Il Porto di Taranto -prosegue Filippetti- è un’infrastruttura vitale per il nostro territorio, non è un giocattolo da affidare a dilettanti politici. La farsa giudiziaria che ha coinvolto Gugliotti è una ferita aperta per la nostra comunità e richiede risposte chiare e responsabilità politiche.