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Lazzàro: “Taranto non perda 30 milioni”. Pressing sul Comune perché aderisca alla rottamazione

Foto di repertorio (Studio Ingenito)

Una richiesta di chiarezza ma, soprattutto, un allarme politico-finanziario che punta dritto al cuore dei conti comunali. Il consigliere di Fratelli d’Italia, Luca Lazzàro, interviene sulla possibilità per il Comune di Taranto di aderire alla rottamazione quinquies, lo strumento introdotto dalla Legge 199/2025 che consente agli enti locali di recuperare tributi non riscossi permettendo ai contribuenti di pagare solo l’imposta, senza sanzioni né interessi, con piani di rateizzazione agevolati.

Una misura che, secondo Lazzàro, la città non può permettersi di ignorare.
“Taranto rischia di perdere un’occasione per recuperare oltre 30 milioni di tributi non riscossi”, afferma il consigliere, che ha depositato un’interpellanza urgente in Consiglio comunale, sottoscritta anche dai colleghi Giampaolo Vietri e Tiziana Toscano. Lazzàro parla di una scelta che richiede “rapidità e responsabilità”, chiarendo che la rottamazione quinquies “non è un condono, ma uno strumento per dare ossigeno al bilancio e ai cittadini”.
I numeri citati nella nota sono eloquenti. Il Comune di Taranto vanta crediti complessivi per circa 179 milioni di euro, di cui oltre 31 milioni di natura tributaria. Solo IMU, TARI, imposta comunale sulla pubblicità e altri tributi locali rappresentano circa 30 milioni iscritti da anni nei residui attivi, con un tasso di riscossione definito “estremamente basso”. Una situazione che, ricorda Lazzàro, pesa sugli equilibri finanziari dell’Ente e impone accantonamenti significativi nel Fondo crediti di dubbia esigibilità.
Da qui la convinzione che la rottamazione quinquies possa rappresentare un’opportunità concreta. “Non produrrebbe effetti negativi sui residui attivi né sugli equilibri di bilancio”, sostiene il consigliere, “ma al contrario potrebbe migliorare la liquidità e la capacità di riscossione dell’Ente, evitando allo stesso tempo di aumentare la pressione fiscale”. Lazzàro richiama anche un tema di equità: “Oggi i debiti verso lo Stato possono essere definiti in forma agevolata, mentre quelli verso il Comune rischiano di restare esclusi, creando una disparità di trattamento che penalizza cittadini e imprese”.
L’interpellanza chiede all’Amministrazione comunale di chiarire se intenda aderire o meno alla misura e, in caso contrario, quali motivazioni giustificherebbero una mancata adesione “nonostante l’elevato ammontare di tributi non riscossi”. Ma il consigliere va oltre, domandando quale strategia il Comune intenda adottare per recuperare effettivamente queste risorse e quali ricadute le scelte dell’Amministrazione produrranno “sulle finanze comunali, sui cittadini e sulle imprese in difficoltà, nonché sulla capacità dell’Ente di migliorare la propria situazione di cassa senza ricorrere ad aumenti fiscali”.
Il tempo, avverte Lazzàro, è un fattore decisivo. “Le finestre temporali previste dalla normativa sono limitate e una decisione tardiva rischierebbe di far perdere a Taranto un’occasione straordinaria”. Per questo chiede che il sindaco e l’assessore ai Tributi riferiscano direttamente in Consiglio comunale, aprendo un confronto “trasparente e responsabile” su una scelta che, nelle sue parole, “incide in modo diretto sul futuro finanziario della città”.

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