Sanitaservice in bilico: Iaia invoca chiarezza gestionale, la Cgil reclama equità contrattuale
La vertenza Sanitaservice continua a emergere come uno dei nodi più delicati della sanità tarantina, con politica e sindacati che, pur da prospettive diverse, denunciano criticità ormai non più rinviabili.
L’on. Dario Iaia di Fratelli d’Italia definisce la società in house dell’ASL Taranto “una realtà strategica per il nostro territorio”, ricordando come negli anni abbia garantito “stabilità lavorativa e sicurezza economica a centinaia di famiglie”, assicurando servizi essenziali per l’intero sistema sanitario provinciale. Proprio per questo, sostiene, è necessario affrontare con serietà e senza ambiguità le problematiche che continuano a penalizzare lavoratori e organizzazione.
Iaia rivolge un ringraziamento ai dipendenti che, nonostante le difficoltà strutturali della sanità tarantina, “continuano ogni giorno a garantire servizi indispensabili con professionalità, senso del dovere e spirito di sacrificio”. Ma il quadro che descrive è critico: persistono disparità di inquadramento rispetto alle altre Sanitaservice pugliesi, riconoscimenti professionali negati e carichi di lavoro distribuiti in modo disomogeneo tra CUP, Ausiliariato, Pulizie, Amministrativi e 118. Particolarmente preoccupante, secondo il deputato, è la situazione della commessa 118, dove “si registrano posizioni non chiaramente definite, con operatori che di fatto gestiscono turni, personale e mezzi senza un formale titolo o riconoscimento”. Allo stesso tempo, in altre commesse si opera in condizioni di sotto-organico, con mansioni spesso non coerenti con l’inquadramento contrattuale.
“Questa condizione non può e non deve essere sottovalutata”, avverte Iaia, chiedendo interventi tempestivi basati su “chiarezza, trasparenza ed equità”, e dichiarando di confidare nell’Amministratore Unico affinché “sappia invertire immediatamente la rotta, ristabilendo legalità e correttezza gestionale”. Il parlamentare aggiunge di aver avviato una serie di incontri con i lavoratori per ascoltare direttamente criticità e valutazioni, perché “le disparità vanno chiarite”.
Sulla stessa vertenza interviene con forza anche la FP-Cgil, che ha chiesto un incontro urgente al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e al neo assessore alla Sanità, Donato Pentassuglia. La FP‑Cgil denuncia una disparità ormai “non più tollerabile” per oltre 190 lavoratori del CUP di Taranto, ancora inquadrati al livello B del contratto AIOP, a differenza dei colleghi delle altre province pugliesi. Una condizione che comporta orari part‑time, assenza di turni pomeridiani e del sabato e che, secondo il segretario provinciale Alessio D’Alberto, penalizza sia i dipendenti sia i cittadini: “Taranto è fanalino di coda nelle prenotazioni sanitarie”.
Il sindacato sottolinea che l’estensione degli orari a tempo pieno permetterebbe un servizio più efficiente e allineato al resto della Puglia. Mimmo Sardelli richiama anche il contesto territoriale: “Taranto paga un prezzo altissimo in termini di salute, non può subire ulteriori penalizzazioni”.
La FP‑Cgil chiede quindi un confronto urgente con la Regione per uniformare gli inquadramenti nelle Sanitaservice pugliesi e garantire dignità ai lavoratori e un accesso ai servizi sanitari finalmente adeguato.














