CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
È stato il pathos a farla da padrona all’inizio dei lavori del Consiglio comunale di oggi, mercoledì 28 gennaio, quando l’assise, insieme ad una delegazione di studenti del liceo Ferraris di Taranto presenti in aula per assistere all’adunanza comunale, hanno ricordato con un minuto di raccoglimento il prof. Francesco Paolo Casavola, giurista tarantino di fama nazionale, già presidente della Corte Costituzionale (dal ‘92 al ‘95) e della Treccani ma anche garante per l'editoria e la radiodiffusione, e Claudio Salamida, l’operaio Ilva deceduto in un incidente sul lavoro all’interno dello stabilimento siderurgico.
Un momento di alta commozione soprattutto per le parole pronunciate da padre Nicola Preziuso, il prete tra gli operai come tutti amano chiamarlo, nel ricordare lo sfortunato operaio e per incoraggiare la moglie Maria Teresa e il piccolo figlio di appena tre anni. Al prof. Aurelio Arnese è toccato, invece, tracciare un ricordo del prof. Casavola.
Poi via ai lavori del Consiglio con l’ingresso di due new entry tra i banchi dell’opposizione: Rosario Ungaro di Forza Italia, che ha preso il posto di Massimiliano Di Cuia dimessosi per aver optato per la carica di consigliere regionale («ciò non toglie che continuerò a lavorare con determinazione per Taranto e in sinergia con questo Consiglio comunale»), e Gregorio Stano del M5S subentrato ad Annagrazia Angolano anch’essa dimissionaria per svolgere al meglio il ruolo di consigliera regionale («Continuerò a lavorare per la città di Taranto e rimango a disposizione di questa assise dal momento che la città vice una fase delicata sotto il profilo socio-economico»).
Archiviate le due surroghe, il Consiglio comunale ha provveduto ad approvare all’unanimità (26 sì) la stipula del gemellaggio tra la città di Taranto e quella di Granada, in Spagna, con la Settimana santa a fare da trait d’union. Con 17 voti favorevoli e 6 astenuti (i consiglieri di opposizione) è stato approvato l’affidamento del servizio di Tesoreria comunale per il periodo 2026/2030. Inoltre l’amministrazione comunale si è dotata della figura del garante dei Diritti dell’infanzia e dell’adolescente, di quello delle persone con disabilità e di quelle private della libertà personale (voto unanime con 27 sì). Con i 6 voti contrari dell’opposizione (18 invece i sì e 1 astenuto) è passata la determinazione dell’aliquota dell’imposta sul reddito delle persone fisiche per l’anno 2026.
A chiudere l’approvazione dell’aggiornamento del catasto delle aree boscate e dei pascoli percorsi dal fuoco (22 sì e 4 astenuti); una variazione al bilancio di previsione 2025/2027 (16 voti a favore, 5 contrari e 2 astenuti); il Regolamento per il funzionamento dello staff per il benessere lavorativo e pari opportunità tra uomo e donna (22 sì, 4 astenuti); l’istituzione della conferenza dei servizi dei presidenti dei Consigli comunali dei Comuni della provincia ionica (provvedimento votato all’unanimità, 26 sì).
Il dibattito in aula
Un gemellaggio che unisce tradizioni, identità e futuro
Il Consiglio comunale di Taranto ha approvato all’unanimità il gemellaggio con la città di Granada, un patto culturale e istituzionale che nasce nel segno dei rispettivi Riti della Settimana Santa. Un voto compatto, raro e significativo, che ha restituito l’immagine di un’aula capace di riconoscere nella tradizione non un elemento nostalgico, ma una leva di sviluppo, dialogo e proiezione internazionale.
L’articolo
La seduta consiliare dedicata al gemellaggio tra Taranto e Granada si è trasformata in un momento di convergenza politica e identitaria. L’iniziativa, costruita attorno al comune patrimonio dei Riti della Settimana Santa, è stata accolta con un consenso trasversale che ha superato schieramenti e sensibilità, trovando nella tutela e nella valorizzazione delle tradizioni un terreno condiviso.
I consiglieri intervenuti hanno sottolineato come il gemellaggio rappresenti molto più di un atto formale: è un ponte tra due comunità che vivono la Settimana Santa come espressione profonda della propria storia, della propria spiritualità e del proprio tessuto sociale. Taranto e Granada, pur distanti, condividono la stessa capacità di trasformare il rito in racconto collettivo, in memoria viva, in identità che si rinnova.
Diversi interventi hanno evidenziato il valore culturale dello scambio: la possibilità di confrontare due tradizioni secolari, di aprire percorsi di studio, ricerca e cooperazione tra confraternite, istituzioni culturali, scuole e università. Un dialogo che può arricchire entrambe le città, generando nuove occasioni di conoscenza e di crescita.
Accanto alla dimensione culturale, è emersa con forza anche quella economica e turistica. Il gemellaggio è stato letto come un’opportunità per costruire strategie comuni di promozione, capaci di attrarre visitatori e di rafforzare la presenza delle due città nei circuiti internazionali del turismo religioso e culturale. Un investimento sulla reputazione, sulla narrazione e sulla capacità di fare sistema.
Molti consiglieri hanno poi rimarcato il valore simbolico dell’unanimità: un segnale di maturità istituzionale e di responsabilità politica. In un tempo spesso segnato da divisioni, il voto compatto ha restituito l’immagine di una comunità che riconosce nei Riti un patrimonio condiviso, da proteggere e rilanciare insieme.
Il gemellaggio con Granada, dunque, non è solo un atto amministrativo. È un impegno a custodire la memoria, a rafforzare le relazioni internazionali, a costruire nuove opportunità per Taranto. Un passo che guarda al futuro partendo dalle radici, con la consapevolezza che le tradizioni, quando diventano ponti, possono trasformarsi in strumenti di sviluppo e di dialogo tra popoli e città.
Tre garanti per una città che tutela i più fragili
Il Consiglio comunale di Taranto ha compiuto un passo decisivo nel rafforzamento delle politiche di tutela dei diritti, approvando la modifica dello Statuto che introduce tre nuove figure di garanzia: il Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, il Garante delle persone con disabilità e il Garante delle persone private della libertà personale. Un provvedimento che ridisegna l’architettura istituzionale della città, dotandola di strumenti moderni, autorevoli e capaci di intervenire nelle aree più sensibili del tessuto sociale.
La discussione in aula ha messo in luce un ampio consenso sull’impianto della riforma, pur con differenti accenti politici e culturali. A emergere è stata l’idea condivisa che la tutela delle fragilità non sia un costo, ma un investimento in civiltà, sicurezza, inclusione e fiducia nelle istituzioni.
Il percorso e il senso della riforma
A ricostruire la genesi del provvedimento è stata la consigliera Patrizia Mignolo (CON), che ha ricordato il protocollo ANCI del 2023 e il lavoro svolto in Commissione per colmare un vuoto nello Statuto comunale. L’introduzione dell’articolo 29-bis, ha spiegato, riconosce ai garanti autonomia, imparzialità e indipendenza, elementi indispensabili per vigilare su diritti spesso negati o compressi.
Mignolo ha richiamato criticità come sovraffollamento carcerario, difficoltà di accesso alle cure, violenza tra detenuti, fragilità familiari e ostacoli al reinserimento, sottolineando come i garanti possano diventare il fulcro di una rete cittadina e intercomunale di tutela. “Una città di buone prassi”, ha detto, “si costruisce proteggendo chi ha meno voce”.
Diritti che diventano concreti
Per Alexia Serio (PD), l’istituzione dei garanti rappresenta “un passo fondamentale verso una democrazia di prossimità”. Il carcere, ha ricordato, è parte della città e ciò che accade al suo interno riguarda l’intera comunità: vigilare sulla dignità della detenzione significa prevenire degrado e recidiva, favorendo sicurezza e reinserimento.
Serio ha poi insistito sul ruolo del garante della disabilità nel superamento delle barriere culturali e su quello del garante dei minori nella tutela di affidi, minori stranieri non accompagnati e situazioni familiari complesse. “Prendersi cura delle vulnerabilità”, ha affermato, “non è una spesa improduttiva, ma un investimento in dignità, lavoro e benessere sociale”.
Un sì con precisazioni è arrivato da Tiziana Toscano (FdI), che ha ribadito la necessità di mantenere un equilibrio tra tutela dei diritti e rispetto della legalità. Il garante dei detenuti, ha sottolineato, non deve mai trasformarsi in una figura antagonista allo Stato né indebolire le esigenze di sicurezza.
Toscano ha richiamato il ruolo della polizia penitenziaria, ringraziandola per il lavoro svolto in condizioni difficili, e ha auspicato che i garanti operino con competenza, sobrietà e senza derive ideologiche o personalistiche. Ha inoltre ricordato che il regolamento prevede visite negli istituti solo in accordo con gli organi competenti, a garanzia di una piena collaborazione istituzionale. A chiudere il quadro è stato l’intervento di Gianni Tartaglia (Per Bitetti), che ha definito il provvedimento “un ulteriore passo in avanti verso una comunità che vede nelle fragilità non un peso, ma una risorsa”.
Per Tartaglia, detenuti, persone con disabilità, bambini e adolescenti devono poter contare su strumenti di tutela reali, capaci di offrire alternative e protezione. “Una città che guarda oltre i limiti”, ha detto, “è una città che unisce cuori, anime e cervelli”.