Turco (M5S): “Da Vestas a Hiab, Taranto paga il prezzo dell’indifferenza del Governo”
La crisi industriale tarantina torna al centro del dibattito politico nazionale.
Il vicepresidente del M5S, senatore Mario Turco, ha depositato una nuova interrogazione parlamentare indirizzata al Ministro dell’Industria e del Made in Italy, Adolfo Urso, dopo l’annuncio di Vestas Italia di voler chiudere magazzino, training center e attività di reparation blades dello stabilimento ionico, trasferendo tutto a San Nicola di Melfi dal 1° marzo 2026.
Una scelta che, secondo Turco, rischia di trasformarsi in un colpo durissimo per i lavoratori: “Hanno ragione a parlare di licenziamento mascherato”, afferma, “perché un trasferimento a oltre 200 chilometri è incompatibile con la continuità occupazionale e con il diritto alla vita familiare”.
Il senatore ricorda come la vertenza Vestas si inserisca in un territorio “già gravemente segnato da crisi industriali, occupazionali e ambientali”, dove lo Stato “ha assunto impegni formali di reindustrializzazione e tutela del lavoro senza però trasformare le parole in fatti concreti”. Da qui la richiesta al ministro Urso di attivare “con urgenza un tavolo di crisi nazionale”, coinvolgendo azienda, sindacati, Regione e enti locali, e di ottenere “la sospensione immediata della procedura di trasferimento” per aprire un confronto su soluzioni alternative.
Turco chiede inoltre chiarezza sui rapporti tra Vestas e lo Stato: “È imprescindibile sapere se l’azienda abbia goduto di contributi pubblici o agevolazioni e se tali strumenti fossero vincolati a obblighi occupazionali o territoriali”. L’obiettivo, sottolinea, è evitare che Taranto “continui a pagare il prezzo delle strategie industriali delle multinazionali, senza adeguate tutele per lavoratori e tessuto economico”.
La denuncia del senatore M5S non riguarda solo Vestas. Turco torna infatti sulla vertenza Hiab, altra ferita aperta nel panorama industriale ionico.
“Che al ministro Urso non piaccia rispondere alle interrogazioni del M5S non è una novità”, attacca, “ma che il suo dicastero, insieme a quello della ministra Calderone, si lavi le mani del futuro industriale e occupazionale di Taranto è un fatto gravissimo e intollerabile”.
Il senatore ricorda di aver già presentato due interrogazioni nel 2024: la prima a luglio, dopo aver incontrato i lavoratori in presidio, per tutelare il reddito dei 102 dipendenti penalizzati dalla delocalizzazione; la seconda a novembre, per evitare “una stantia proroga della cigs a zero ore” e per chiedere la salvaguardia dello stabilimento di Statte.
Oggi, mentre gli ammortizzatori sociali si avvicinano alla scadenza, i sindacati temono che la vertenza si stia trascinando senza prospettive. Turco condivide le loro preoccupazioni: “Mi associo alla richiesta di riaprire il tavolo al Mimit e manifesto la vicinanza del M5S a questi altri lavoratori dimenticati dal Governo Meloni, così come tanti altri di Taranto e della Puglia”.
L’appello finale è diretto ancora una volta al ministro Urso: “Ci aspettiamo massima attenzione per scongiurare un’altra bomba sociale su un territorio già pesantemente in sofferenza”.














