Pug fermo e silenzio da Palazzo di Città, De Gregorio: “Città Vecchia, che succede?”
Da mesi sembra calato il silenzio sulle attività di redazione del Piano Urbanistico Generale. Dopo le consultazioni pubbliche concluse oltre un anno fa, tutto lasciava pensare che il provvedimento fosse ormai vicino alla fase finale, quella dell’approvazione in Consiglio comunale.
Invece, da Palazzo di Città non arriva alcuna comunicazione ufficiale, mentre sul fronte urbanistico si registra un movimento inatteso: la direzione competente ha avviato, tramite una determinazione dirigenziale, la procedura per la revisione del piano particolareggiato della Città Vecchia. Una scelta definita “anomala” dal Gruppo territoriale M5S, perché non accompagnata da alcun atto di indirizzo politico, né di giunta né del Consiglio.
A intervenire è Nello De Gregorio, che in una nota solleva dubbi e perplessità sulla tempistica e sulle motivazioni dell’operazione.
Secondo quanto riportato nella determina, la revisione sarebbe necessaria per “superare limiti strutturali dell’attuale piano”, legati a una rigida impostazione dei comparti edilizi che avrebbe ostacolato gli interventi di recupero, lasciando vaste aree della Città Vecchia in condizioni di abbandono. Una ricostruzione che De Gregorio non contesta apertamente, ma sulla quale osserva: “Ci sarebbe molto da dire a questo proposito e ci riserviamo di farlo in altra occasione”.
Il punto centrale, per il rappresentante del M5S, riguarda però la coerenza dell’azione amministrativa. La determina parla infatti di una revisione inserita in “una nuova visione strategica della Città Vecchia”, che andrebbe oltre il semplice restauro conservativo. Ma De Gregorio si chiede quale sia, oggi, questa visione complessiva, considerando che il Pug – lo strumento chiamato proprio a definire la strategia urbanistica generale – non è ancora stato approvato.
“Qual è il quadro strategico nel quale si intende operare?”, domanda. “Perché estrarre pezzi di territorio, pur importanti come la Città Vecchia, per dare soluzioni urbanistiche avulse dal contesto generale?”.
Il tema della fretta ritorna più volte nella nota. “Che fretta c’è?”, insiste De Gregorio, ricordando che mancherebbe poco all’approvazione del Pug, “salvo che non ci siano problemi che non conosciamo”. E aggiunge un interrogativo che pesa come un sospetto: “Forse la fretta è quella di consentire l’avvio di significativi investimenti privati, di cui abbiamo appreso l’esistenza attraverso pubbliche manifestazioni di interesse?”.
Secondo il M5S, tali investimenti potrebbero comunque essere sviluppati anche con l’attuale quadro normativo del piano Blandino, senza necessità di interventi urgenti e parziali. Da qui l’appello finale: “Si proceda celermente con il Pug, lasciando la rivisitazione del piano particolareggiato a una fase immediatamente successiva e conseguente”.














