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La sentenza della Corte d’Appello di Lecce sul caso dei Boc da 250 milioni di euro non chiude soltanto una lunga vicenda giudiziaria: segna un passaggio politico, amministrativo e simbolico che Taranto attendeva da oltre vent’anni.

La decisione libera il Comune dall’incubo di un nuovo dissesto, restituisce margini di manovra al bilancio e riapre una riflessione collettiva su errori, coraggio, responsabilità e prospettive.

Dalle parole di chi ha vissuto quella stagione in prima linea, alle valutazioni della politica nazionale e delle forze civiche, emerge un quadro complesso ma finalmente orientato al futuro.

 

«Quel no che ha salvato Taranto»: il ricordo dell’assessore Francesco Cosa

L’assessore comunale allo Sviluppo economico, Francesco Cosa, affida alla memoria il senso profondo di questa vittoria giudiziaria, riportando la città al 2007, quando il debito dei BOC sembrava una condanna inevitabile.

«Appena ho appreso della sentenza favorevole al Comune di Taranto ho pensato subito al Sindaco Stefàno» esordisce Cosa. «Ho fatto un tuffo nel passato ripercorrendo i sacrifici fatti e i duri anni accanto ad Ezio».

Il ricordo è nitido: «Taranto si trovava in una situazione critica, afflitta da un debito colossale di 250 milioni di euro, derivante da un prestito emesso dalla Banca Opi. Ricordo come se fosse ieri quel no del Sindaco Stefàno a chi cercava di convincerci a fare una transazione con la banca. Dicevano che non avevamo possibilità di vittoria e che la battaglia fosse già persa».

Quel rifiuto, oggi, assume un valore storico: «Quel no detto con determinazione ha salvato Taranto. Non svendemmo la nostra città ai colossi delle banche. E così nacque l’azione legale che oggi ci ha portato alla vittoria».

Cosa sottolinea anche la lungimiranza amministrativa di Stefàno: «In quegli anni il Sindaco iniziò ad accantonare in bilancio una somma di denaro che nel tempo è diventata un vero e proprio tesoretto. Se Taranto oggi può tornare a sognare, lo deve all’amore e alla determinazione di Ippazio Stefàno e a quel tesoretto che ci permetterà di governare la città con maggiore serenità».

E chiude con un passaggio di responsabilità: «Ora tocca a te e a noi, Sindaco Bitetti».

 

Turco (M5S): «Bene la sentenza ma Taranto si è salvata per un cavillo»

Più prudente e critico il commento del vicepresidente nazionale del M5S, senatore Mario Turco, che pur riconoscendo l’importanza della decisione, invita a non dimenticare le cause politiche che portarono al debito.

«La sentenza sul maxi prestito BOC da 250 milioni di euro è una notizia positiva per la città di Taranto» afferma Turco, «in quanto si scongiura un nuovo dissesto finanziario causato da un’operazione che nasconde tutte le criticità di una politica non attenta ai conti pubblici».

Il senatore non usa giri di parole: «Il Comune di Taranto si è salvato solo per un cavillo giuridico, e se non è obbligato a restituire l’importo è soltanto per questo».

Da qui l’appello alla responsabilità: «L’impegno politico di chi amministra la città deve tradursi nel non commettere mai più gli errori del passato, da cui i cittadini hanno subito numerosi pregiudizi, pagandone ancora oggi le conseguenze».

Turco poi richiama i valori fondativi del Movimento: «La politica in cui crede il M5S deve essere fondata su lungimiranza, visione, trasparenza, etica e competenza». E avverte: «Oggi la città tira un sospiro di sollievo ma chi amministra non deve dimenticare le azioni da compiere per sanità, giovani, occupazione, ambiente, sicurezza, urbanistica e sviluppo economico».

 

Il Partito Liberaldemocratico: «Si chiude una stagione, se ne apre un’altra»

Il Partito Liberaldemocratico legge la sentenza come un passaggio storico che restituisce stabilità e prospettiva alla città. «Taranto vive una pagina che segna una svolta attesa per oltre vent’anni» afferma la nota del partito. «La decisione della Corte di Appello di Lecce chiude definitivamente una vicenda che ha inciso profondamente sulla vita amministrativa della città e libera risorse decisive per programmare il futuro con maggiore solidità».

Il partito rivendica la coerenza mostrata sin dalla campagna elettorale: «Abbiamo sostenuto l’esigenza di affrontare questa vicenda con trasparenza e responsabilità, consapevoli del peso che avrebbe continuato ad avere sulle scelte di bilancio». E riconosce il lavoro dell’amministrazione:

«In questi primi mesi si è operato con grande rigore contabile e prudenza, per garantire stabilità all’ente e tutelare gli interessi della comunità. È giusto riconoscerne l’impegno».

Un ruolo importante è attribuito al proprio consigliere comunale Antonio Quazzico: «Ha seguito da vicino l’evoluzione del dossier come vicepresidente della commissione Bilancio, contribuendo con serietà al lavoro istituzionale richiesto da una vicenda tanto complessa».

Il risultato, per il partito, è un successo collettivo: «Rappresenta un traguardo importante per il Sindaco Piero Bitetti, per l’intera amministrazione e per i cittadini di Taranto». E soprattutto un nuovo inizio: «Si chiude una lunga stagione e se ne apre una nuova, nella quale le energie della città potranno finalmente concentrarsi sullo sviluppo, sul lavoro e sulla qualità dei servizi».

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