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Renato Perrini e Massimiliano Di Cuia sono tra i protagonisti della nuova composizione dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Puglia, eletti rispettivamente vicepresidente e consigliere segretario in rappresentanza dell’opposizione di centrodestra.

Accanto a loro, per la maggioranza di centrosinistra, entrano Elisabetta Vaccarella come vicepresidente e Tommaso Gioia come consigliere segretario.

Con queste votazioni, il Consiglio regionale avvia ufficialmente la XII legislatura, inaugurata con la seduta di insediamento che ha segnato il primo atto formale dell’assemblea eletta il 23 e 24 novembre 2025.

A presiedere la seduta è stato Luigi Lobuono, in quanto consigliere più anziano dell’emiciclo. Contestualmente è stato costituito anche l’Ufficio provvisorio di Presidenza, formato dallo stesso Lobuono e dai due consiglieri più giovani d’età, Paride Mazzotta e Fabio Romito, chiamati a svolgere il ruolo di segretari fino alla definizione degli organi definitivi.

Le votazioni hanno poi completato il quadro istituzionale: Elisabetta Vaccarella eletta vicepresidente con 27 voti; Renato Perrini vicepresidente con 21 voti; Tommaso Gioia consigliere segretario con 29 voti; Massimiliano Di Cuia consigliere segretario con 22 voti.

Una seduta ordinata e senza scossoni, che ha permesso al Consiglio regionale di dotarsi rapidamente degli organi necessari per avviare i lavori della nuova legislatura.

 

Decaro: “Una squadra unica per tutta la Puglia. Taranto al centro delle sfide regionali

Nel suo discorso d’insediamento, Antonio Decaro ha tracciato la rotta politica dei prossimi cinque anni, presentando anche gli assessori della sua giunta. Ha parlato di una Puglia che “ha bisogno di lavoro, passione e dedizione quotidiana”, chiedendo a consiglieri e assessori – di maggioranza e opposizione – di sentirsi parte di un’unica squadra al servizio dei cittadini.

Decaro ha richiamato con forza il mandato ricevuto dagli elettori, indicando come priorità la credibilità delle istituzioni, la responsabilità verso i territori e la necessità di “rendere orgogliosi i pugliesi”. Ha offerto collaborazione piena alle opposizioni, ribadendo che “le istituzioni vengono prima di qualsiasi ambizione politica”.

Nel passaggio più politico del suo intervento, Decaro ha dedicato un riferimento diretto a Taranto, definendola uno dei luoghi in cui “la Puglia conosce meglio il significato delle grandi sfide”.

Ha ricordato il conflitto irrisolto tra salute e lavoro, la necessità di una visione che tenga insieme ambiente, industria e comunità, e l’urgenza di politiche capaci di accompagnare la città in una transizione complessa ma non più rinviabile.

Per il presidente, Taranto rappresenta il simbolo di una regione che deve imparare a trasformare le crisi in opportunità: rigenerazione industriale, innovazione, tutela della salute, bonifiche, nuovi modelli produttivi. Una città che non può essere lasciata sola e che, nelle sue parole, “chiede risposte concrete, non slogan”.

Decaro ha inserito Taranto tra le priorità del programma di mandato, insieme alle aree interne, ai piccoli comuni e ai territori colpiti da crisi strutturali come il Salento post‑Xylella. Una visione che punta a una Puglia “capace di crescere tenendo insieme le sue parti”, senza lasciare indietro chi vive le difficoltà maggiori.

Il presidente ha poi delineato una strategia fondata su cinque aree di governo: lavoro, sanità, welfare, transizione ecologica e innovazione. Ha parlato di una regione che deve affrontare cambiamenti profondi – tecnologici, demografici, climatici – con politiche che mettano al centro le persone e riducano le disuguaglianze.

Il suo appello finale è stato un invito all’unità e alla responsabilità collettiva: «Il nostro lavoro avrà senso solo se sapremo scrivere insieme una storia che appartenga a tutta la Puglia. Una storia che si chiama Puglia».

 

Matarrelli: “Sarò garante dell’Assemblea e della Puglia”

Nel suo primo intervento da presidente del Consiglio regionale, Antonio Matarrelli ha parlato di un incarico assunto con “gratitudine, consapevolezza e senso del dovere”, interpretando il voto ampio ricevuto come un mandato a garantire equilibrio, unità e autorevolezza all’assemblea.

Ha richiamato il contesto difficile in cui la Puglia si muove – crisi internazionali, disuguaglianze, incertezze sociali – sottolineando che proprio in momenti così le istituzioni devono mostrarsi solide, credibili e presidio di legalità. Il suo ruolo, ha detto, non sarà “di parte”, ma di garanzia per tutti i consiglieri, assicurando un confronto ordinato, rispettoso e capace di valorizzare ogni contributo.

Matarrelli ha ricordato che il Consiglio non è solo luogo di votazione delle leggi, ma spazio in cui si costruisce l’indirizzo politico della regione e si dà voce ai territori, dalle città alle aree interne. Ha assicurato una collaborazione leale con la Giunta Decaro, senza rinunciare al ruolo di controllo dell’assemblea.

Ha richiamato la necessità di una politica sobria, responsabile e orientata al bene comune, citando la “politica generativa” di Guglielmo Minervini come modello per usare le risorse pubbliche in modo efficace e non clientelare.

Il suo impegno finale è stato un invito a costruire una Puglia capace di trattenere i giovani, ridurre le disuguaglianze e affrontare le sfide future con una democrazia matura, che governa le differenze e lavora “al servizio esclusivo dei pugliesi e delle generazioni che verranno”.

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