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Dopo oltre vent’anni di attese, rinvii, definanziamenti e ripartenze mancate, Agromed sembra finalmente pronta a diventare realtà.

La piattaforma logistica agroalimentare di Castellaneta, uno dei progetti più longevi e tormentati della provincia di Taranto, entra nella fase operativa con l’avvio degli interventi da oltre 12 milioni di euro destinati a trasformare l’ex stabilimento Miroglio in un hub moderno per la lavorazione, lo stoccaggio e la distribuzione dei prodotti agricoli del territorio. Un’infrastruttura che, nelle intenzioni, dovrà diventare il cuore di una filiera capace di dare valore aggiunto alle produzioni locali e di creare nuova occupazione in un’area segnata da crisi industriali e desertificazione produttiva.
Il progetto, come ricordato anche nel recente incontro in Camera di Commercio, è pensato come una piattaforma integrata: spazi per la trasformazione, celle frigorifere, logistica avanzata, servizi alle imprese e un modello di gestione pubblico‑privato in grado di attrarre investimenti. Un tassello che, secondo gli operatori del settore, potrebbe finalmente colmare il vuoto infrastrutturale che da anni penalizza l’agroalimentare jonico, costretto spesso a rivolgersi a piattaforme fuori regione.
Su questo sfondo arriva la dichiarazione del vicepresidente nazionale del M5S, Mario Turco, che rivendica il lavoro svolto per riportare in vita un progetto che sembrava definitivamente perduto. “Finalmente a Castellaneta, nonostante le difficoltà incontrate, si avvia la realizzazione della piattaforma logistica Agromed, che sosterrà la filiera agroalimentare del territorio con un investimento di oltre 12 milioni”, afferma Turco, ricordando come l’iniziativa fosse stata finanziata nel 2000, poi arenatasi e infine definanziata insieme ad altre opportunità di sviluppo per la provincia di Taranto.
Secondo Turco, il punto di svolta è arrivato durante il Governo Conte II, quando il progetto è stato rifinanziato dal Cipe. “Ho lavorato personalmente a questo risultato – sottolinea – in qualità di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Programmazione Economica e agli Investimenti”. Un passaggio politico che ha permesso di recuperare risorse e rilanciare un’infrastruttura considerata strategica per la reindustrializzazione sostenibile del territorio.
Il vicepresidente M5S rivolge anche un ringraziamento a chi, negli anni, ha continuato a credere in Agromed: il presidente della Camera di Commercio di Taranto, Vincenzo Cesareo; il cavaliere Luigi Sportelli; il commissario e il presidente della società Agromed. “Un lavoro prezioso – afferma – in un progetto su cui il Movimento 5 Stelle ha deciso di puntare con convinzione, nell’ottica dello sviluppo sostenibile e della reindustrializzazione”.
La scelta di collocare la piattaforma negli spazi dell’ex Miroglio, simbolo di una delle crisi industriali più dolorose del territorio, assume per Turco un valore emblematico: “Dimostra come un territorio possa guardare oltre le crisi industriali quando la politica si mette al servizio della collettività”.
Con l’avvio dei lavori, Agromed torna dunque al centro della scena economica jonica. Ora la sfida sarà trasformare un progetto rimasto per anni sulla carta in un’infrastruttura capace di generare valore, occupazione e una nuova identità produttiva per l’agroalimentare tarantino.

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