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Il tema del precariato negli appalti del Comune di Taranto torna al centro del dibattito cittadino.
A riaccendere l’attenzione è stato il segretario provinciale dell’Ugl Terziario, Giuseppe Scarciglia, che ha richiamato la nuova amministrazione all’attuazione della mozione approvata all’unanimità nel gennaio 2023, quando l’allora assessore Paolo Castronovi propose una linea chiara per affrontare una precarietà che coinvolge centinaia di lavoratori. «Quella mozione non è un atto simbolico», ha ricordato Scarciglia, «ma un impegno politico chiaro assunto da tutto il Consiglio comunale. Oggi chiediamo che la nuova amministrazione ne tenga conto per risolvere uno storico problema che riguarda i lavoratori impiegati nei servizi appaltati».
Il sindacato denuncia da tempo una situazione che si ripete a ogni cambio di appalto: continuità occupazionale non sempre garantita, contratti diversi da quelli precedenti, retribuzioni ridotte e mansioni modificate. «Ad ogni cambio di appalto», ha spiegato Scarciglia, «questi lavoratori vivono nell’incertezza. È così che si è creata una sacca di precariato che non è più accettabile». Una condizione che, secondo l’Ugl, ricade anche sul Comune, chiamato talvolta a rispondere in solido quando le imprese non rispettano contratti e obblighi contributivi.
La mozione del 2023 indicava una strada alternativa: rafforzare le società partecipate e internalizzare i servizi ordinari attraverso affidamenti in house. «Parliamo di servizi ordinari e continuativi», ha sottolineato Scarciglia, «che possono essere gestiti direttamente dalle partecipate, garantendo stabilità occupazionale e maggiore economicità per l’ente». Da qui l’appello a trasformare la volontà politica espressa allora in atti concreti.
A intervenire nel dibattito è stato anche Paolo Castronovi, oggi segretario provinciale di Avanti-Psi, che all’epoca dei fatti era assessore della giunta Melucci e firmatario della mozione. «Il sindacato Ugl Terziario ha ripreso una proposta che feci nel 2023 e che fu approvata dal Consiglio», ha ricordato. «La mozione analizzava la possibilità, prevista dalla norma, di affidare direttamente alle società partecipate i servizi continuativi non professionali, dimostrando che tale scelta fosse vantaggiosa per l’ente».
Castronovi ha richiamato anche la portata sociale della proposta. «I lavoratori impiegati in questi servizi vivono periodicamente il dramma del cambio appalto», ha spiegato, «perché non sempre è garantita la continuità lavorativa e spesso le aziende vincitrici applicano contratti diversi, con retribuzioni inferiori». Un modello che, secondo l’ex assessore, non tutela né i lavoratori né l’amministrazione. «Il vantaggio economico per il Comune sarebbe evidente», ha aggiunto, «perché il reddito d’impresa non viene computato nei costi da sostenere».
Da qui l’invito alla nuova amministrazione a non lasciare cadere nel vuoto un impegno già assunto. «È vero che l’amministrazione è cambiata», ha concluso Castronovi, «ma molti dei firmatari di quella mozione siedono ancora in Consiglio. Sarebbe qualificante portarne finalmente a compimento l’applicazione».