CRONACHE TARANTINE
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I dubbi sul nuovo tracciato delle linee Brt partono dal sottosuolo dell’Isola, da quei “vuoti” e ipogei che da secoli sorreggono la città vecchia e che oggi rischiano di diventare il punto più fragile del progetto.
È da qui che muove la sua denuncia Nello De Gregorio, presidente di Nobilissima Taranto ed esponente del Gruppo territoriale M5S, che chiede chiarezza sulle verifiche effettuate prima di autorizzare il passaggio dei mezzi Brt sulla Ringhiera.
«Sulla Ringhiera transiteranno, ogni pochi minuti, mezzi che raggiungono le 32 tonnellate», osserva De Gregorio. «È inevitabile chiedersi quale impatto avranno nel tempo su suolo e sottosuolo e se siano state eseguite verifiche accurate sugli ipogei e sui “vuoti” esistenti, compresa la vecchia rete fognaria». L’esponente M5S elenca una lunga serie di ambienti sotterranei che si trovano proprio sotto il percorso previsto: «Chi conosce gli ipogei di palazzo Spartera, Ciura, Amati, Mudi, Capitaneria di porto, palazzo dei Gesuiti, arco Paisiello, Bellacicco, D’Ayala, Stola, Antonelli, sa bene che in alcuni casi essi si collocano subito al di sotto del piano di transito veicolare».
Non solo. De Gregorio solleva anche un secondo fronte di criticità: «Ci si domanda se e come si sia tenuto conto delle travi in cemento armato che sostengono la passeggiata pedonale, soprattutto nei punti più stretti come nei pressi di palazzo Spartera, palazzo dei Gesuiti e palazzo di Città». Una serie di interrogativi che, secondo lui, non possono restare senza risposta.
Solo dopo aver posto le questioni tecniche, De Gregorio torna alla scelta politica che ha portato alla modifica del tracciato. «Poco più di un anno fa – ricorda – venivamo a sapere dell’ennesima modifica delle linee Brt. Solo una linea passerà da via Garibaldi, mentre l’altra percorrerà la Ringhiera. Praticamente non cambierà nulla: la nostra amata isola continuerà a essere uno spartitraffico». Una decisione che, a suo dire, ha infranto un sogno coltivato da molti: «Per qualche tempo ci eravamo illusi di poter avere finalmente un waterfront spettacolare, con una Ringhiera pedonalizzata, il traffico limitato ai mezzi di emergenza, la passeggiata riqualificata insieme al restauro delle antiche mura e al percorso a piè di mura. Ci voleva coraggio e una visione davvero innovativa, ma questa è mancata».
Ora, però, la priorità è ottenere trasparenza. «In definitiva – afferma – vogliamo conoscere tutti i dati che possano fornire risposte esaurienti a questi interrogativi». E annuncia che il movimento non resterà fermo: «Nei prossimi giorni produrremo ogni iniziativa utile per consentire l’accesso agli atti sulla documentazione di progetto».
Una richiesta che punta a riportare al centro del dibattito non solo la mobilità, ma anche la sicurezza, la tutela del patrimonio storico e la visione futura dell’Isola, in un momento in cui ogni scelta infrastrutturale rischia di incidere profondamente sulla sua identità.