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La sicurezza urbana non è fatta solo di pattuglie e telecamere ma anche – e soprattutto – di ciò che ogni giorno circonda i cittadini: alberi, pali della luce, cartellonistica, arredi e infrastrutture che, se trascurati, possono trasformarsi in un pericolo.
È il messaggio che il consigliere comunale Gregorio Stano affida a una nota in cui richiama l’Amministrazione a un cambio di passo sulla manutenzione del patrimonio pubblico.
«La sicurezza di una città non si misura solo attraverso l’ordine pubblico – afferma Stano – ma passa inevitabilmente per lo stato di salute delle sue infrastrutture e del suo verde». Una riflessione che arriva dopo diversi episodi di cedimenti, rami pericolanti e impianti deteriorati, segnali di una fragilità che, secondo il consigliere, non può più essere ignorata. «La cura costante di alberi, impianti di illuminazione e cartellonistica non è più solo una questione di decoro urbano, bensì un pilastro fondamentale della prevenzione dei rischi e della protezione della collettività».
Stano richiama anche gli obblighi di legge che gravano sugli enti proprietari e sui gestori delle aree pubbliche: «L’incuria e la manutenzione insufficiente rappresentano criticità che possono sfociare in pericoli concreti. La normativa è chiara: esiste un preciso obbligo di vigilanza, custodia e manutenzione. Le responsabilità civili e penali derivanti da omessi interventi dimostrano quanto sia urgente una gestione attenta e proattiva».
Per il consigliere, la chiave è abbandonare la logica dell’intervento d’emergenza e passare a una manutenzione programmata, capace di prevenire anziché rincorrere i problemi. «Serve un monitoraggio costante dello stato di conservazione delle strutture e della stabilità del verde urbano», sottolinea, ricordando che una gestione efficiente non solo tutela l’incolumità pubblica, ma riduce anche il rischio di contenziosi e risarcimenti a carico della Pubblica Amministrazione.
L’obiettivo finale, spiega Stano, è costruire una città più vivibile e resiliente. «La sicurezza dei cittadini è il risultato di una catena di responsabilità che non può ammettere interruzioni. Investire oggi nella cura degli spazi comuni significa garantire una città moderna e sicura». Un appello che punta a riportare la manutenzione ordinaria al centro dell’agenda amministrativa, come elemento imprescindibile della qualità urbana.