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“Non so se procedere….. va bene, procedo”. Il refrain del Pianeta delle idee di Caparezza ben fotografa quanto accaduto oggi pomeriggio, mercoledì 18 febbraio, in Consiglio comunale. Un Consiglio comunale che ha sancito come sia vietato dimettersi da un incarico istituzionale.

Ma riavvolgiamo il nastro. All’Ordine del giorno c’era la presa d’atto delle dimissioni di Nicola Catania da presidente della commissione consiliare Attività produttive. Dimissioni rese dall’interessato per stigmatizzare lo scollamento tra le commissioni, le direzioni comunali e, in alcuni casi, con i componenti stessi della giunta comunale. Tradotto: noi invitiamo i dirigenti e gli assessori in commissione per discutere di temi vitali per la vita cittadina, loro non si presentano. Noi chiediamo accesso agli atti per approfondire questioni che non ci convincono e gli atti non ci vengono forniti.

Nonostante ciò, i consiglieri di maggioranza hanno ribadito, rivotandolo in 17 (nove le schede bianche e una preferenza per il consigliere del Pd, Stefano Panzano,) che Nicola Catania (assente in aula, le motivazioni delle sue dimissioni sono state affidate ad una lettera letta dal presidente del Consiglio comunale, Gianni Liviano), suo malgrado, debba continuare ad essere il presidente della commissione Attività produttive.

Starà a lui ora decidere se accettare la ri-nomina o declinare nuovamente l’incarico. Con conseguente nuova seduta del Consiglio per una nuova presa d’atto delle dimissioni e nomina del nuovo presidente.

Sullo sfondo le solite scaramucce tra chi, Luca Contrario del Pd, rispondendo all’azzurro Massimiliano Stellato, che rimproverava all’attuale compagine amministrativa di non aver attuato neanche un solo indirizzo programmatico, ha fatto notare che l’attuale maggioranza «sta lavorando in maniera silenziosa per ricostruire le fondamenta minate nel corso della precedente consiliatura». Prendendosi la piccata risposta di Gianni Azzaro (Riformisti-Psi) che gli ha ricordato che il Pd (partito di Contrario) è stato corresponsabile delle eventuali macerie trovate.

Interventi, in buona sostanza, palesemente fuori tema rispetto all’argomento all’ordine del giorno.

Vietato dimettersi, dunque? «No, il contrario. Legittimazione del lavoro svolto fin qui da Nicola Catania», sottolinea Giandomenico Vitale, presidente della commissione Ambiente e consigliere comunale di Unire Taranto, a taccuini chiusi ricordando che, in fondo, quello è stato il succo del suo intervento in aula. Game over.

 

Il Comune aderisce al progetto “Acqua comune”

Con 20 voti a favore e un solo astenuto (la consigliera del Misto di maggioranza, Bianca Bosnjaku) il Comune di Taranto ha aderito al progetto “Acqua comune”, la società per azioni a totale partecipazione pubblica prevista dalla normativa regionale per la gestione del servizio idrico integrato. Una decisione che impegna l’amministrazione in un percorso di lungo periodo, dal 2026 al 2045   

il servizio idrico integrato deliberato dal consiglio direttivo dell’Autorità idrica pugliese è  un'iniziativa strategica volta a consolidare la governance pubblica del Servizio idrico integrato (SII) in Puglia, rendendo Comuni e cittadini protagonisti diretti nella gestione della risorsa idrica. Il progetto mira a rafforzare la gestione pubblica e condivisa, promuovendo la responsabilità partecipativa. I termini della questione sono stati illustrati dal direttore generale dell’Autorità idrica pugliese, Cosimo Ingrosso, presente in Aula.

 

Proclamati gli eletti nel Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi

Sono stati proclamati i 40 eletti del Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi le cui votazioni sono avvenute nei giorni scorsi. La proclamazione è avvenuta all’unanimità (26 i voti a favore). Alla consultazione hanno partecipato 9.607 studenti, provenienti da dieci istituti scolastici superiori, quattro enti di formazione e due scuole secondarie non statali. Sessantatré i candidati in corsa, quaranta dei quali entreranno a far parte del nuovo organismo rappresentativo giovanile. Un numero che dà la misura dell’entusiasmo con cui i ragazzi hanno accolto l’iniziativa, trasformando una giornata elettorale in un momento di partecipazione diffusa.
Il percorso del nuovo Ccr sarà accompagnato da incontri, momenti di ascolto e dialogo con le istituzioni, affinché la rappresentanza non resti un concetto astratto ma diventi pratica quotidiana.

La prima seduta del Crr è stata programmata per il prossimo 24 febbraio.

 

Via libera alla mozione per sottoscrivere il protocollo d’intesa con la Rete “Taranto legge”

All’unanimità (26 voti) l’aula del Consiglio ha approvato la mozione presentata dal consigliere comunale Gianni Tartaglia relativa alla sottoscrizione del protocollo di intesa con la Rete di scopo “Taranto Legge”. Si tratta di una rete culturale e un'iniziativa di promozione della lettura che coinvolge le scuole del territorio, in incontri con autori e presentazioni di libri, spesso incentrati su tematiche sociali, storiche e di crescita personale. L’obiettivo è stimolare la passione per la lettura, il pensiero critico e la cultura tra gli studenti.

Nel suo intervento, l’assessora alla Pubblica istruzione, Maria Lucia Simeone, ha assicurato che il Comune darà seguito, da subito, alle programmazioni già in essere della Rete.

 

Le altre decisioni

Semaforo verde da parte del Consiglio comunale alla mozione presentata dalla consigliera Bianca Boshnjaku (26 sì) per l’istituzione del Taxi sociale per venire incontro alle esigenze delle persone anziane, non autosufficienti e fragili e permettere loro di poter spostarsi dai propri domicili per sottoporsi a visite mediche specialistiche. La consigliera ha infatti evidenziato come in quelle realtà in cui il taxi sociale è già realtà i ricoveri sono diminuiti resi inutili dalle visite mediche sostenute. Si tratta, ha sottolineato Bianca Boshnjaku, di restituire dignità alle persone.

Voto unanime anche per la mozione del consigliere Mirko Di Bello tesa alla valorizzazione del Cammino “La Rotta dei due mari”, suggestivo cammino escursionistico di circa 136 km in Puglia, che collega il Mar Adriatico (Polignano a mare) allo Ionio (Taranto). Percorribile in 6 tappe a piedi o in bici, attraversa la Valle d'Itria, toccando centri come Alberobello e Martina Franca, tra ulivi secolari, trulli e muretti a secco. La mozione è stata emendata, su proposta del Verde Antonio Lenti, introducendo l’impegno del sindaco e della Giunta a rendere esigibile il finanziamento di 100mila euro disposto dalla Regione per la bonifica e l’infrastrutturazione dell’area a ridosso del fiume Galeso situata lungo il percorso del Cammino.

Sulla scorta, invece, della tragedia di Cras Montana, il Consiglio ha deciso, d’accordo i rispettivi proponenti (Gianni Tartaglia e Patrizia Mignolo, maggioranza, e Massimiliano Stellato, opposizione), di uniformare le due mozioni che chiedevano il rafforzamento della cultura della protezione e prevenzione degli incendi nei giovani cittadini e il divieto assoluto di utilizzo di fiamme libere, come gli Sparker, all’interno dei locali di pubblico spettacolo (discoteche, sale da ballo) impreziosite dall’emendamento, a firma Stellato, che impegna il sindaco Bitetti a emettere un’ordinanza ad hoc. Mozione approvata nonostante il distinguo del consigliere Luca Contrario(che non ha votato l’emendamento ma il provvedimento complessivo) il quale ha fatto presente come il sindaco stia già lavorando in tal senso in sinergia con la Prefettura per rafforzare le misure di sicurezza e la produzione di un vademecum da parte dei Vigili del fuoco da distribuire ai gestori di locali pubblici, come ribadito anche dall’assessore Francesco Cosa.

Un segnale importante sarebbe dovuto arrivare dall’approvazione della mozione dei consiglieri di FdI, Luca Lazzàro, Tiziana Toscano e Giampaolo Vietri tesa a contrastare la fuga dei giovani e a puntare ad uno sviluppo economico e universitario per trattenere a Taranto i suoi talenti. Fermo restando, è stato detto durante il dibattito, che occorra puntare all’autonomia universitaria, alla fine però la mozione è stata bocciata dagli 11 voti contrari della maggioranza (anche se al suo interno in tre – Galeandro, Boshnjaku e Lenti – si sono astenuti) contro i 9 a favore delle opposizioni.

Ritirata, invece, dalla consigliera Bianca Boshnjaku la propria mozione relativa alla richiesta di ripristinare il permesso di sosta gratuito per i residenti nelle zone in cui le strisce blu sono preponderanti rispetto a quelle bianche perché soddisfatta dall’intervento dell’assessore all’Urbanistica, Giovanni Patronelli. Questi, infati, ha spiegato come siano in atto interventi e sperimentazioni volti al recupero di nuovi stalli soprattutto in virtù dei cantieri in essere. L’assessore, infatti, ha fatto presente come sia stata prodotta una manifestazione di interesse, alla quale sembra che siano arrivate adesioni, per proprietari di immobili e/o terreni da adibire ad aree di parcheggio e come sia stata individuata un’ulteriore area nella quale ricavare ulteriori 1.200 posti auto.

Scontro ideologico c’è stato sulla mozione dei consiglieri di Fratelli d’Italia per l’istituzione di una panchina tricolore in ricordo delle vittime delle foibe, di Norma Cossetto e degli esuli dalmati-giuliani e istriani. Da parte della maggioranza è stata proposta una contro-mozione perché il ricordo sia finalizzato a tutte le vittime della repressione con il consigliere Tartaglia, nipote di un esule istriano accolto a Taranto, che ha proposto un concorso di idee tra le scuole ioniche e un emendamento, poi fatto proprio da Fratelli d’Italia, con il quale si chiede di integrare la mozione con il ruolo importante della città di Taranto che ha saputo fare da “casa” a quanti fuggivano dai luoghi natii.

Risultato finale? Il mondo capovolto: bocciata la mozione di Fratelli d’Italia, sostenuta dagli altri componenti dell’opposizione ai quali si sono aggiunti i consiglieri di maggioranza Gianni Tartaglia e Mimmo Festinante; approvata la contro-mozione della maggioranza (a firma dei consiglieri Serio e Vitale) passata con i voti anche dell’opposizione. L’ipotesi di arrivare ad un documento unitario è naufragata tra i flutti dell’ideologia e la panchina, per il momento, resta senza colore.

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