CRONACHE TARANTINE
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Nel cuore di una Puglia che continua a fare i conti con crisi industriali irrisolte e un mercato del lavoro sempre più fragile, arrivano numeri che raccontano una realtà difficile da ignorare.
Le ultime rilevazioni dell’Osservatorio Cassa Integrazione dell’Inps fotografano un 2025 segnato da un ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali, un dato che ha spinto il vicepresidente nazionale del M5S, il senatore Mario Turco, a presentare un’interrogazione parlamentare ai ministri competenti. Una mossa che punta a scuotere il Governo di fronte a quella che definisce “una situazione allarmante e strutturale”.
“Quest’oggi ho depositato un’interrogazione ai Ministri delle Imprese e del Made in Italy e del Lavoro e delle Politiche Sociali”, annuncia Turco, spiegando che l’iniziativa nasce dai dati Inps secondo cui “nel 2025 in Puglia sono state autorizzate complessivamente 30.285.074 ore di cassa integrazione”. Un numero enorme, che per il senatore “evidenzia una situazione di persistente difficoltà del sistema produttivo regionale” e che risulta “superiore di circa il 30% rispetto al 2023 e solo lievemente inferiore al dato complessivo del 2024”. Segno, sottolinea, di un “livello strutturalmente elevato di ricorso agli ammortizzatori sociali”.
A preoccupare maggiormente è la composizione di queste ore: “Delle oltre 30 milioni di ore autorizzate, circa 22 milioni sono riconducibili alla cassa integrazione straordinaria”, osserva Turco, indicando “il sintomo di crisi industriali complesse e strutturali”, con un sistema manifatturiero regionale “particolarmente colpito”, oltre 40 tavoli di crisi aperti e più di 27mila lavoratori coinvolti.
Il dato più drammatico riguarda Taranto, che da sola concentra oltre la metà delle ore di cassa integrazione autorizzate. “Il dato più agghiacciante è quello della Provincia di Taranto”, afferma Turco, “in cui si concentrano oltre il 50% delle ore autorizzate di cig: 16 milioni, di cui 14,5 straordinarie”. Seguono Bari con 6 milioni, Lecce con 4 milioni, Foggia con 1,3 milioni, Brindisi con 1,1 milioni e la provincia di Barletta-Andria-Trani con 1 milione.
Alla luce di questo quadro, il senatore chiede al Governo se intenda intervenire con misure concrete. “Si domanda ai ministri competenti se vi sia l’intenzione di proporre sul territorio pugliese dei progetti di riconversione industriale e riqualificazione e reimpiego del personale”, spiega, sottolineando la necessità di “rilanciare il settore manifatturiero” attraverso una diversificazione produttiva che possa invertire la tendenza.
Turco richiama in particolare la situazione del siderurgico di Taranto e la crisi dell’ex Ilva, che continua a produrre “un nefasto impatto occupazionale e sociale”, come dimostrano i numeri dell’Inps. “Soltanto una strategia industriale complessiva può affrontare questo dramma”, afferma, ricordando che “dal Mezzogiorno d’Italia troppi giovani continuano a fuggire per mancanza di concrete opportunità occupazionali”.
Il vicepresidente del M5S chiude con un appello diretto ai ministri Urso e Calderone: “Chiediamo di agire con responsabilità e solerzia rispetto al dramma occupazionale e sociale che si sta consumando anche in Puglia”. Parole che suonano come un monito e insieme come una richiesta di assunzione di responsabilità politica, in un territorio che da anni attende risposte strutturali e non più rinviabili.