CRONACHE TARANTINE
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Annunciata con toni allarmati dall’Adoc Taranto, la denuncia sul presunto stato di degrado del Mercato Fadini ha rapidamente acceso il dibattito pubblico.
L’associazione dei consumatori, attraverso il suo presidente provinciale Domenico Votano, ha parlato di infiltrazioni, intonaci ammalorati, ferri ossidati e distacchi di materiale che metterebbero a rischio cittadini e lavoratori, arrivando a diffidare formalmente il Comune e a chiedere interventi urgenti di messa in sicurezza . Una ricostruzione dura, accompagnata da immagini e sopralluoghi che hanno alimentato la percezione di una situazione ormai fuori controllo.
È in questo clima che l’assessore comunale alle Attività produttive, Francesco Cosa, ha ritenuto necessario intervenire pubblicamente per “ristabilire un quadro di verità” e respingere quelle che definisce «ricostruzioni parziali e strumentali». L’assessore chiarisce innanzitutto che l’Amministrazione non ha mai ignorato le criticità del mercato, «note da anni e radicate in una situazione ereditata da precedenti gestioni». Proprio per questo, sostiene, non si è scelta la via delle dichiarazioni a effetto, ma quella del lavoro amministrativo: «Abbiamo lavorato concretamente per sbloccare un iter fermo da tempo».
Cosa rivendica che la riqualificazione del Mercato Fadini non è un progetto improvvisato né un annuncio di circostanza, ma un percorso già avviato: esistono risorse stanziate, atti adottati e una procedura amministrativa in corso per l’affidamento della progettazione definitiva e dei lavori. «Si tratta di un investimento significativo, inserito nella programmazione ufficiale dell’Ente, che porterà a un intervento strutturale complessivo e non a interventi tampone», sottolinea, respingendo l’idea di inerzia o disattenzione.
L’assessore si dice sorpreso dal tono accusatorio dell’associazione dei consumatori, che a suo avviso «sembra ignorare volutamente il percorso amministrativo in corso». E aggiunge un punto cruciale: ogni valutazione sulla sicurezza e sull’agibilità degli spazi «compete agli organi tecnici preposti, che monitorano costantemente la situazione». Se emergessero rischi immediati, assicura, il Comune interverrebbe «senza esitazione», come già avvenuto in passato in casi analoghi.
Il passaggio più politico arriva quando Cosa rifiuta quelli che definisce «processi sommari» e «tentativi di delegittimazione istituzionale». Il Mercato Fadini, ricorda, è un presidio economico e sociale fondamentale per la città, e proprio per questo merita interventi seri, programmati e finanziati, «non polemiche costruite per visibilità». Da qui l’invito finale all’Adoc a un confronto costruttivo, evitando narrazioni allarmistiche che rischiano di danneggiare gli stessi operatori commerciali.
L’Amministrazione, conclude l’assessore, continuerà a operare «con trasparenza, determinazione e responsabilità» fino alla completa riqualificazione della struttura. Una risposta netta, che sposta il dibattito dal terreno della denuncia a quello – più complesso ma decisivo – della gestione amministrativa e della programmazione degli interventi.