CRONACHE TARANTINE
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Questa mattina il quartiere Tamburi si è svegliato con un insolito movimento attorno alla chiesa dei Santi Angeli Custodi, dove il Movimento 5 Stelle ha allestito un gazebo informativo per incontrare i residenti e rilanciare due battaglie che, nelle parole degli organizzatori, «riguardano direttamente il futuro di Taranto».
Accanto agli attivisti del Gruppo Territoriale erano presenti il vicepresidente nazionale del Movimento, il senatore Mario Turco, e il consigliere comunale Gregorio Stano, che hanno scelto di tornare in una delle zone simbolo della sofferenza ambientale della città per ribadire il loro “no” al rigassificatore previsto nell’area dell’ex Ilva e per spiegare le ragioni del voto contrario al referendum sulla giustizia.
La partecipazione dei residenti è stata costante per tutta la mattinata, con decine di persone che si sono avvicinate al banchetto per chiedere chiarimenti, firmare la petizione contro il rigassificatore o semplicemente raccontare le proprie preoccupazioni. «Il quartiere Tamburi e l’intera città di Taranto hanno già pagato un tributo altissimo in termini di salute e ambiente», hanno ricordato i rappresentanti locali del Movimento, sottolineando come l’ipotesi di un nuovo impianto energetico «a ridosso delle abitazioni, vicino alla zona del Lido Azzurro», rappresenti per loro «uno schiaffo alla transizione ecologica che i cittadini aspettano da anni». Una posizione che Stano ha ribadito con fermezza: «Ci troviamo qui questa domenica per continuare la nostra raccolta firme, per dire no al rigassificatore. A mio nome è stata presentata anche una mozione in Consiglio comunale che verrà discussa nel prossimo Question Time, con cui chiediamo al sindaco e alla giunta un indirizzo politico chiaro e un parere negativo verso l’insediamento di questo nuovo impianto in una zona già sensibile della città».
Accanto al tema ambientale, gli attivisti hanno illustrato ai cittadini le ragioni del “no” al referendum sulla riforma della giustizia, distribuendo materiale informativo e rispondendo alle domande dei passanti. Il senatore Turco ha parlato a lungo con i residenti, spiegando che, a suo avviso, la riforma «non porterà alcun miglioramento dell’efficienza della giustizia in Italia». «Siamo qui – ha dichiarato – grazie ai nostri attivisti, per dire no al rigassificatore e per spiegare le ragioni del no alla riforma della giustizia. È un regalo che si fa a una certa politica che vuole continuare a denigrare le istituzioni e a fare attività corruttive a danno dei cittadini. Questa riforma non produce nulla se non un salva-casta, dove la politica non vuole essere oggetto di indagini. È una politica che vuole le mani libere per fare gli interessi di pochi e non quelli dei cittadini. Per queste ragioni il Movimento 5 Stelle continuerà a stare tra la gente».
La scelta di posizionare il gazebo davanti alla chiesa degli Angeli Custodi non è stata casuale: un luogo di passaggio e di comunità, nel cuore di un quartiere che convive ogni giorno con le contraddizioni del polo industriale. Qui, tra famiglie che uscivano dalla messa e residenti che si fermavano a discutere, il Movimento ha raccolto decine di firme in poche ore, registrando una richiesta diffusa di chiarezza sul futuro ambientale, sanitario e occupazionale della città. «La nostra non è una protesta ideologica – hanno ribadito gli attivisti – ma una difesa del territorio e del buon senso».
La mobilitazione, assicurano dal Movimento, non si fermerà. La mozione presentata da Stano in Consiglio comunale rappresenta il prossimo passaggio istituzionale, mentre nei quartieri continueranno le iniziative di ascolto e informazione. Nei Tamburi, dove ogni scelta legata all’ex Ilva pesa come un macigno, la mattinata di oggi ha mostrato ancora una volta quanto il tema ambientale resti centrale e quanto forte sia il desiderio dei cittadini di essere coinvolti nelle decisioni che riguardano la loro vita quotidiana.