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C’è sorpresa, ma anche una punta di amarezza, nelle parole della consigliera regionale del M5S e presidente della VI Commissione, Annagrazia Angolano, che interviene nel dibattito sui Giochi del Mediterraneo per rivendicare la memoria politica di un percorso che – sostiene – non può essere attribuito solo all’attuale Governo.

“Sorprende leggere dichiarazioni che tentano di attribuire esclusivamente all’attuale Governo i risultati legati ai Giochi del Mediterraneo”, afferma, “dimenticando che l’evento è stato fortemente voluto e portato a Taranto grazie al lavoro del Governo Conte II e alla programmazione avviata in quella fase dal senatore Mario Turco”, allora Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla programmazione economica e agli investimenti.
Angolano ricorda che proprio in quella fase venne deliberato il finanziamento iniziale di circa 250 milioni di euro, “con una visione strategica che andava ben oltre la realizzazione degli impianti sportivi”. L’obiettivo, spiega, era utilizzare i Giochi come leva per un rilancio complessivo della città, dentro il più ampio progetto del Cantiere Taranto, pensato per accompagnare la riconversione economica, sociale e culturale del territorio. Una programmazione che, nelle intenzioni originarie, prevedeva interventi infrastrutturali di grande portata: il villaggio olimpico destinato a diventare studentato, il completamento dell’autostrada fino a Taranto, l’ammodernamento della statale 100 Taranto–Bari, l’accelerazione della linea ferroviaria Taranto–Potenza–Battipaglia, fino alla pianificazione dell’apertura dell’aeroporto di Grottaglie nel 2026. “Di questa programmazione complessiva oggi non c’è traccia”, denuncia la consigliera, sottolineando come l’attenzione si sia spostata quasi esclusivamente sulla realizzazione degli impianti sportivi, mentre è venuto meno quel progetto strategico di sviluppo infrastrutturale che avrebbe dovuto accompagnare l’evento e lasciare benefici duraturi alla città.
La preoccupazione di Angolano riguarda anche il dopo-Giochi: “Restano interrogativi sulla sostenibilità futura degli impianti sportivi e sulla loro gestione successiva”, avverte, ricordando che senza una pianificazione chiara il rischio è quello di ritrovarsi con strutture costose ma inutilizzate, “cattedrali nel deserto” che trasformerebbero un evento internazionale in un’occasione mancata.
Il riferimento polemico è diretto anche al clima politico che si è creato attorno all’evento. “I Giochi del Mediterraneo devono rappresentare una opportunità reale per Taranto e per la Puglia e non diventare terreno di propaganda politica”, afferma, aggiungendo che “dispiace che a scendere su questo piano sia il vicepresidente del Consiglio regionale, che dovrebbe invece avere un ruolo istituzionale”.
La conclusione è un invito a recuperare una visione più ampia e coerente: “È necessario riconoscere il lavoro precedente svolto dal Governo Conte II, senza il quale oggi parleremmo del nulla, e tornare a una visione di sviluppo che metta al centro infrastrutture, servizi e prospettive di lungo periodo”. Un richiamo alla continuità amministrativa e alla responsabilità politica, mentre Taranto si prepara a un appuntamento che potrebbe segnare il suo futuro.

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