CRONACHE TARANTINE
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Un affondo politico che si innesta nel dibattito già acceso sulla tenuta dei conti della sanità pugliese.
È quello di Francesco Battista, esponente di Futuro Nazionale Vannacci, che commenta il disavanzo da 460 milioni di euro emerso nelle ultime settimane definendolo «l’ennesima prova del fallimento politico e amministrativo del centrosinistra che governa la Regione da oltre vent’anni».
Battista parla di una frattura tra la narrazione degli anni passati e la realtà fotografata oggi dai numeri. «Per anni – osserva – si è parlato di eccellenze e riforme, ma i fatti raccontano altro: conti fuori controllo, liste d’attesa interminabili, cittadini costretti a rinunciare alle cure o a spostarsi fuori regione per ricevere assistenza adeguata». Un quadro che, nella sua lettura, non sarebbe frutto di una contingenza, ma di un’impostazione strutturale sbagliata.
Secondo l’esponente di Futuro Nazionale, il disavanzo «non è un episodio isolato ma la conseguenza diretta di una gestione economica inefficiente, fatta di scelte politiche sbagliate, sprechi e mancata programmazione». Da qui l’accusa al centrosinistra di aver avuto «due decenni per costruire una sanità moderna ed efficiente» e di lasciare invece «debiti pesantissimi e un sistema che non riesce più a garantire un diritto fondamentale come quello alla salute». A pagare, sottolinea, «sono sempre i cittadini, soprattutto le famiglie e i più fragili».
Battista chiede ora un cambio di passo immediato: «Serve un’operazione di trasparenza sui conti sanitari regionali e una revisione profonda della spesa, superando definitivamente un modello amministrativo che ha dimostrato tutti i suoi limiti». E conclude con un appello a una nuova fase politica: «Non servono più slogan, ma responsabilità e un cambio di rotta radicale per restituire ai pugliesi una sanità efficiente, sostenibile e realmente al servizio delle persone».