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La lettera firmata dal presidente del Consiglio comunale di Taranto, Gianni Liviano, accende un faro politico‑istituzionale su un tema che, a Palazzo di Città, nessuno finora aveva affrontato pubblicamente: il bilancio di previsione 2026 non solo non è stato ancora approvato dalla Giunta, ma non è neppure materialmente disponibile per i consiglieri, nonostante la scadenza originaria del 28 febbraio sia stata prorogata dal Ministero dell’Interno al 31 marzo.


Un mese in più, dunque. Ma il tempo, avverte Liviano, rischia comunque di non bastare se l’amministrazione non accelera. Nella sua comunicazione ufficiale, datata 27 febbraio, il presidente mette nero su bianco che «alla data odierna, 27 febbraio, il Bilancio di previsione non risulta ancora approvato dalla Giunta comunale» . E questo, sottolinea, crea un effetto domino sulle procedure successive, già di per sé serrate.
Liviano ricostruisce passo per passo i tempi tecnici, ricordando che il Collegio dei Revisori «dispone di 15 giorni per l’espressione del parere di regolarità» e che, solo dopo, la documentazione può essere trasmessa al Consiglio e messa a disposizione dei consiglieri . A ciò si aggiungono i cinque giorni necessari per la presentazione degli emendamenti e il passaggio obbligato in commissione Bilancio.
Il risultato? Una corsa contro il tempo che rischia di comprimere il ruolo del Consiglio comunale, chiamato ad approvare l’atto più importante dell’anno senza un margine adeguato per analizzarlo. «Appare concreto il rischio di non garantire il rispetto di tale termine congruo», scrive Liviano, richiamando l’articolo 174 del TUEL, che impone un deposito preventivo “congruo” dello schema di bilancio per consentire un esame effettivo e consapevole .
Il presidente non si limita a segnalare il problema: indica una strada. Suggerisce infatti che, una volta approvato lo schema in Giunta, questo venga «tempestivamente trasmesso al Consiglio e messo a disposizione dei consiglieri, anche nelle more dell’acquisizione del parere del Collegio dei Revisori» . Una mossa che permetterebbe almeno di avviare i lavori in commissione Bilancio e far partire i tempi di analisi.
Un invito che suona come un monito politico: il Consiglio non può essere messo davanti al fatto compiuto, né costretto a votare un documento complesso in tempi incompatibili con un esame serio.
Liviano rivendica apertamente il ruolo dell’assemblea elettiva: «Si ritiene fondamentale che il Consiglio venga posto nelle condizioni effettive di poter esaminare approfonditamente il Bilancio di previsione, non già secondo logiche meramente formali o di schieramento» . Un passaggio che, letto tra le righe, sembra rivolto a chi, in passato, ha ridotto la discussione sul bilancio a un atto di mera ratifica.
Il presidente richiama infine «i principi di partecipazione, trasparenza e corretto esercizio della funzione democratica» e chiede alla Direzione Programmazione Economico‑Finanziaria di comunicare «con urgenza il cronoprogramma previsto per l'approvazione degli atti» .
Insomma, si tratta di una presa di posizione che pesa.
La lettera arriva in un momento delicato: la città attende di conoscere la composizione del bilancio, le priorità di spesa, le scelte strategiche per il 2026, anno dei Giochi del Mediterraneo. Ma, a oggi, nessun documento è stato reso pubblico.

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