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La possibile cessione gratuita della portaerei Giuseppe Garibaldi alla Repubblica Indonesiana continua a scuotere il dibattito politico tarantino, riaprendo una discussione che negli ultimi anni ha attraversato istituzioni, associazioni e rappresentanti del territorio.

Tra le voci più critiche c’è quella del vicepresidente nazionale del Movimento 5 Stelle, il senatore Mario Turco, che torna a chiedere al Governo un cambio di rotta e una riflessione più attenta sul destino di una nave che per oltre quarant’anni ha rappresentato un simbolo della presenza della Marina Militare a Taranto.
«Ancora una volta il Governo Meloni non ascolta le istanze del territorio», afferma Turco a Cronache Tarantine, ricordando che «diverse associazioni avevano chiesto che la nave Garibaldi rimanesse qui a Taranto, destinandola a polo museale». Il senatore rivendica di essersi occupato della vicenda già in passato: «Avevo presentato un’interrogazione al ministro della Difesa Crosetto auspicando la permanenza della nave a Taranto e avevo anche chiesto di utilizzare eventuali ribassi d’asta per la sua riconversione a polo turistico». Oggi, di fronte alle notizie sempre più insistenti sulla cessione all’Indonesia, annuncia una nuova iniziativa parlamentare: «Presenterò nelle prossime ore una seconda interrogazione e chiedo al commissario Ferrarese di intercedere con il Governo, proponendo di destinare quei cinque milioni che servirebbero per la permanenza della nave a Taranto e per la sua riconversione museale».
Turco non nasconde la sua contrarietà all’ipotesi di trasferire la Garibaldi all’estero: «Mi sembra assurdo che una portaerei di quel prestigio, con una prospettiva di attrazione turistico‑museale, possa essere ceduta gratuitamente a un Paese come l’Indonesia, che potrebbe utilizzarla anche per scopi militari». Una prospettiva che, secondo il senatore, stride con il valore storico e identitario dell’unità: «Noi siamo contrari a questa destinazione militare e preferiremmo che rimanesse in Italia, quindi a Taranto, destinandola a scopi non bellici».
La posizione di Turco non nasce oggi. Già nel 2024, quando la Marina Militare aveva annunciato la fine della vita operativa della Garibaldi, il senatore era stato tra i primi a chiedere che la nave non venisse demolita ma trasformata in un museo. In più occasioni aveva ricordato che la Garibaldi rappresentava «un pezzo di storia della Marina Militare e della città», sottolineando come Taranto fosse stata per decenni il suo porto di riferimento. Aveva espresso «disappunto» per l’ipotesi che il progetto museale potesse essere spostato altrove, ribadendo che «la promessa originaria del Governo Conte II prevedeva Taranto come sede naturale per la valorizzazione della nave». Secondo Turco, la trasformazione della Garibaldi in museo avrebbe potuto generare un indotto turistico e culturale significativo, in linea con il percorso di diversificazione economica del territorio: «Taranto non può permettersi di perdere un’occasione di rilancio identitario e turistico», aveva dichiarato in una nota.
Oggi quella prospettiva appare definitivamente tramontata, mentre la procedura di cessione all’Indonesia attende solo gli ultimi passaggi formali. La città osserva con crescente rammarico una vicenda che molti consideravano un’opportunità concreta di valorizzazione culturale e turistica. Turco, da parte sua, insiste perché non cali il sipario: «A questo punto serve un’assunzione di responsabilità. Taranto merita risposte e merita che il suo patrimonio storico non venga disperso».

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