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In un pomeriggio denso di passaggi amministrativi e di attese politiche, la Giunta comunale di Taranto ha compiuto uno dei gesti più significativi dell’anno: l’approvazione dello schema di Bilancio di previsione 2026/2028.
Una tappa decisiva, che segna l’avvio del percorso verso l’aula consiliare e che, come spesso accade, racconta molto più della semplice contabilità. Racconta la tenuta di una maggioranza, la capacità degli uffici di rispettare scadenze serrate e la necessità di garantire continuità amministrativa in un quadro normativo complesso e in continua evoluzione.
La seduta si è svolta martedì 3 marzo alle ore 15, nella sala della residenza municipale, sotto la presidenza del sindaco Pietro Bitetti e con l’assistenza del segretario generale Eugenio De Carlo. Un dato politico rilevante emerge subito: erano presenti tutti e dieci gli assessori, nessun assente, a conferma di una compattezza che l’esecutivo ha voluto mostrare proprio nel momento in cui si affronta il documento più importante dell’anno. La deliberazione, registrata con il numero 65, è ora pubblicata sull’Albo pretorio del Comune.
Il sindaco ha illustrato la proposta predisposta dalla Direzione Programmazione Economico-Finanziaria e Innovazione, richiamando il quadro normativo che regola la formazione del bilancio degli enti locali: dagli articoli 151, 162 e 174 del Testo unico degli enti locali ai principi contabili del D.Lgs. 118/2011. Un contesto reso ancora più articolato dal differimento dei termini per l’approvazione del bilancio, prima spostati al 28 febbraio 2026 e poi ulteriormente prorogati al 31 marzo con comunicazione del Ministero dell’Interno del 24 febbraio.
La delibera ripercorre anche gli atti propedeutici già adottati nelle settimane precedenti: variazioni in esercizio provvisorio, aggiornamenti tariffari, la definizione delle aliquote, l’approvazione del Programma triennale delle opere pubbliche e, soprattutto, il Documento Unico di Programmazione 2026/2028, deliberato dalla Giunta lo stesso giorno del bilancio. Tutti elementi che compongono l’architettura amministrativa necessaria per arrivare alla predisposizione dello schema.
Come previsto dalla legge, la proposta è stata corredata dai pareri di regolarità tecnica e contabile del dirigente Simone Simeone. Nel primo documento, Simeone afferma: «Si esprime parere favorevole di regolarità tecnica […] in quanto la proposta che precede è conforme alle norme legislative e tecniche che regolamentano la materia». Nel parere contabile, anch’esso datato 3 marzo e sottoscritto digitalmente, il dirigente conferma la correttezza finanziaria dell’atto: «Si esprime firma in riguardo alla regolarità contabile di cui sopra, parere espresso ai sensi dell’art. 49 del T.U.».
Lo schema approvato dalla Giunta contiene un quadro finanziario complesso, che delinea la capacità dell’ente di sostenere la spesa corrente e programmare gli investimenti del triennio.
Il documento si apre con un fondo di cassa iniziale di 93,47 milioni di euro, cifra che rappresenta la liquidità disponibile all’avvio del 2026.
Sul fronte delle entrate correnti, il Comune prevede 295,18 milioni di euro, mentre le spese correnti ammontano a 301,26 milioni, includendo un Fondo crediti di dubbia esigibilità superiore ai 42 milioni, necessario per tutelare l’ente dal rischio di mancata riscossione.
Il bilancio evidenzia anche l’utilizzo di 4,2 milioni di avanzo presunto per coprire spese correnti e rimborsi prestiti, oltre a 2,66 milioni di entrate in conto capitale destinate alla parte corrente, secondo le possibilità offerte dai principi contabili.
La parte investimenti è quella che mostra le cifre più imponenti: 410,8 milioni di entrate in conto capitale nel 2026, a fronte di 484,9 milioni di spese. Una differenza che si spiega con il peso dei progetti pluriennali, molti dei quali legati a fondi vincolati e a interventi già programmati negli anni precedenti. Il Fondo pluriennale vincolato, infatti, supera i 75 milioni, segno della presenza di opere e interventi che si sviluppano su più esercizi.
Il prospetto degli equilibri, pur articolato, si chiude con un dato chiave: il bilancio rispetta il pareggio generale e gli equilibri finanziari previsti dall’articolo 162 del TUEL, come la Giunta mette nero su bianco nella delibera.
Con il voto unanime dell’esecutivo, la delibera è stata dichiarata immediatamente eseguibile, consentendo agli uffici di avviare senza ritardi la fase successiva dell’iter. Ora la palla passa al Collegio dei revisori dei conti, che dispone di quindici giorni per esprimere il proprio parere di regolarità. Contestualmente, tutta la documentazione deve essere trasmessa al presidente del Consiglio comunale e depositata a disposizione dei consiglieri, un passaggio indispensabile per consentire lo studio degli atti e l’eventuale predisposizione di proposte emendative.
A questi tempi si aggiungono ulteriori scadenze tecniche: i cinque giorni antecedenti la seduta consiliare previsti per la presentazione degli emendamenti e il necessario passaggio in Commissione Bilancio, chiamata a esprimere il parere propedeutico all’approvazione definitiva in aula. Solo dopo questi passaggi il bilancio potrà approdare in Consiglio per il voto finale.
Un percorso scandito da norme, tempi e verifiche, ma che parte da un dato politico chiaro: la Giunta si è presentata compatta e ha approvato all’unanimità il documento cardine della programmazione comunale. Ora la parola passa agli organi di controllo e, infine, all’aula consiliare, dove si giocherà l’ultimo e decisivo passaggio.