CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
È stata una conferenza stampa dai toni fermi e preoccupati quella convocata questa mattina, lunedì 9 marzo, dal Movimento 5 Stelle nella sede di corso Umberto I.
Al centro dell’incontro, la vicenda della nave Garibaldi, l’ex portaerei della Marina Militare che Taranto sperava di trasformare in un polo turistico‑museale e che invece il governo ha deciso di cedere gratuitamente all’Indonesia. Una scelta che, nelle parole del senatore Mario Turco, vicepresidente nazionale del M5S, rappresenta «una delusione grande per tutto il territorio» e «l’ennesima occasione persa per la città».
Turco ha ricostruito l’intera vicenda, ricordando che la Garibaldi «è il simbolo della Marina italiana» e che «doveva essere destinata a Taranto come polo turistico museale». Il valore economico della nave, ha sottolineato, «supera i 54 milioni di euro», ma nonostante ciò «scopriamo che il ministro Crosetto ha deciso di destinarla gratuitamente al governo indonesiano». Una gratuità che, secondo il senatore, sarebbe solo apparente: «Sottesa a questa operazione c’è un’altra operazione importante: a fronte di questo bene collettivo ceduto gratuitamente, c’è un interesse privato da parte di un’azienda privata, che avrebbe ricevuto una commessa milionaria dall’Indonesia».
Per questo, il Movimento ha depositato un’interrogazione urgente. «Vogliamo chiarezza su queste due operazioni e capire se sono interconnesse», ha spiegato Turco. «Se lo fossero, sarebbe impossibile ignorare il conflitto di interessi tra un bene pubblico ceduto gratuitamente e una commessa milionaria affidata non a un’impresa pubblica ma a un’impresa privata con collegamenti anche con il ministro Crosetto». Domani (martedì 10 marzo, ndc), nelle commissioni Difesa di Camera e Senato, arriverà la ratifica della cessione: «Facciamo appello ai parlamentari pugliesi, soprattutto del centrodestra tarantino, a votare no. Questa operazione priva Taranto di un’opportunità e presenta zone d’ombra che il ministro deve chiarire».
Turco ha poi ricordato come la città abbia già subito «una serie di scippi» negli ultimi anni: «Il gruppo Ferretti, Renex, l’Acquario Green. Ora questo è il quarto scippo». Da qui l’invito a un fronte comune: «Stiamo sensibilizzando enti locali, Regione e parlamentari perché c’è ancora la possibilità di impedire questa cessione». Il senatore ha ricordato che «la Camera di Commercio di Brindisi-Taranto ha già dato disponibilità a utilizzare la nave» e che «le risorse dei Giochi del Mediterraneo potrebbero essere impiegate per riconvertirla e mantenerla qui». Un progetto, ha aggiunto, «già delineato dalla Camera di Commercio, che aveva presentato un piano turistico‑ricettivo‑museale con costi stimati e sostenibili».
A complicare il quadro c’è la questione della lettera del governo indonesiano, citata da fonti giornalistiche. «Parlava di una doppia operazione, addirittura di una compensazione», ha spiegato Turco. «Quella lettera non è mai arrivata né al Senato né alla Camera. Come faranno i commissari a esprimersi senza conoscerne i contenuti?». Il ministro Crosetto avrebbe sostenuto che la lettera «non seguiva il protocollo internazionale», ma per Turco «la sostanza resta: le due operazioni sembrano interconnesse e nascondono un potenziale grande conflitto di interessi».
Sulla stessa linea il segretario regionale del Movimento, Leonardo Donno: «Chiederemo chiarezza. L’interrogazione è stata depositata e attendiamo risposte». Donno ha ricordato che il Ministero della Difesa «ha detto che la lettera non è stata presa in considerazione perché non ha seguito i canali formali», ma ha aggiunto che «ciò che sta accadendo coincide con i contenuti di quella richiesta dell’Indonesia». Il segretario ha poi sollevato un ulteriore elemento: «L’azienda che dovrebbe fornire i sommergibili, aveva il suo presidente a Dubai negli stessi giorni in cui era lì il ministro Crosetto. Lui dice di essere stato in ferie. Abbiamo chiesto chiarimenti anche su questa coincidenza». Per Donno, «se non c’è nulla da nascondere, il ministro venga a riferire in aula. Serve trasparenza: parliamo di fondi pubblici e di interessi che vanno oltre l’interesse collettivo».
A chiudere la conferenza stampa è stata la consigliera regionale Annagrazia Angolano, che ha richiamato la necessità di una reazione istituzionale compatta: «Taranto viene puntualmente scippata di opportunità di sviluppo alternativo. La politica ha il dovere di monitorare queste dinamiche e mettere in campo azioni. L’idea del museo sulla Garibaldi era già contenuta nel Cantiere Taranto del governo Conte II. Tutto si può recuperare: Taranto deve far sentire la sua voce e la Regione deve esprimersi, anche utilizzando eventuali quote d’asta dei Giochi del Mediterraneo».
In conclusione, è intervenuto anche il consigliere comunale Gregorio Stano, che ha annunciato un’iniziativa formale in Consiglio: «Questa mattina (9 marzo, ndc) ho depositato una mia mozione in cui chiediamo al sindaco e alla giunta di prendere posizione e usare tutti gli strumenti a disposizione per impegnarsi a mantenere la nave nel nostro territorio e convertirla in un polo museale». Stano ha ricordato che «ci sono già interlocuzioni con la Marina Militare per altri progetti» e che «mettere sul tavolo anche questo tema significa preservare un bene che potrebbe diventare fruibile per tutta la città».