CRONACHE TARANTINE
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La domanda sul futuro dell’ospedale SS. Annunziata non è più rinviabile. Con l’avvicinarsi dell’apertura del nuovo hub ospedaliero San Cataldo, il dibattito sulla destinazione della storica struttura di via Bruno si fa sempre più concreto.
A rilanciarlo è il vicepresidente del Consiglio regionale e consigliere di Fratelli d’Italia, Renato Perrini, che invita la Regione a non perdere tempo e a «programmare, con il dovuto anticipo, la futura destinazione dell’ospedale SS. Annunziata di Taranto». Una pianificazione che, sottolinea, «non può essere improvvisata» e che deve partire da un principio chiaro: «Non possiamo consentire che resti inutilizzato o diventi un’area abbandonata».
Perrini ricorda di aver sollevato il tema già mesi fa, proprio per evitare che la struttura, collocata «nel cuore della città» e dotata di «spazi interni ed esterni congeniali a molteplici soluzioni», finisca per trasformarsi in un vuoto urbano. «Il mio obiettivo – spiega – è discutere non solo del riutilizzo dell’edificio, ma anche della rigenerazione urbana dell’area circostante». Una visione più ampia, dunque, che guarda alla funzione sanitaria ma anche alla qualità della vita del quartiere.
La proposta del consigliere è articolata e punta a rispondere a bisogni reali della comunità. «Ho già avanzato l’idea di riconvertire parte della struttura in una Residenza sanitaria assistenziale (RSA), per rispondere alla crescente domanda di cura da parte di anziani e persone fragili», ricorda Perrini. Una soluzione che, nelle sue intenzioni, permetterebbe di mantenere una vocazione socio‑sanitaria in un luogo che per decenni è stato punto di riferimento per l’intera provincia.
Ma non solo. «Parte degli spazi potrebbe essere destinata a ospitare, in un unico padiglione, gli uffici amministrativi dell’Asl attualmente dislocati in vari punti della città», aggiunge. Un accorpamento che, secondo Perrini, porterebbe «vantaggi in termini di efficienza e risparmi sulle spese dei fitti passivi», oltre a semplificare l’accesso ai servizi per cittadini e operatori.
Il ragionamento si allarga poi al contesto urbano: «Rilanciare la zona intorno al SS. Annunziata significa migliorare i servizi, contrastare il degrado urbano e potenziare la sicurezza». Per il vicepresidente del Consiglio regionale, la riconversione dell’ospedale rappresenta «un’occasione importante per restituire centralità a un’area chiave di Taranto e per dare continuità a una struttura che è stata strategica per i tarantini».
Un appello, quello di Perrini, che punta a evitare l’errore più temuto: lasciare che un edificio simbolo della sanità tarantina perda funzione e valore proprio nel momento in cui la città si prepara a inaugurare il suo nuovo ospedale.