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Il consigliere regionale della Lega, Antonio Scalera, rilancia il tema della riscossione del bollo auto in Puglia con una proposta di legge che punta a introdurre una definizione agevolata delle cartelle esattoriali relative alla tassa automobilistica regionale affidate all’Agenzia delle Entrate–Riscossione tra il 1° gennaio 2023 e il 31 dicembre 2025.

Un’iniziativa che, nelle intenzioni del proponente, vuole alleggerire il peso sui contribuenti e allo stesso tempo migliorare l’efficienza della macchina amministrativa.
“Ho depositato una proposta di legge per introdurre una definizione agevolata delle cartelle esattoriali relative al bollo auto dovuto alla Regione Puglia”, spiega Scalera, sottolineando come il provvedimento sia pensato per favorire “il pagamento spontaneo dei debiti tributari, ridurre il contenzioso e rendere più efficace il sistema di riscossione”. L’idea è quella di offrire ai cittadini una via d’uscita più sostenibile rispetto alle procedure ordinarie, spesso percepite come troppo onerose o complesse.
Il cuore della proposta è l’abbattimento delle sanzioni amministrative: i contribuenti, infatti, potrebbero regolarizzare la propria posizione “pagando esclusivamente l’importo della tassa dovuta e gli interessi maturati”, precisa il consigliere. Una misura che, nelle intenzioni, dovrebbe incentivare chi è rimasto indietro a mettersi in regola senza il timore di dover affrontare importi gonfiati da more e penalità.
Non solo: Scalera evidenzia anche un altro elemento pensato per rendere più accessibile l’adempimento. “È prevista la possibilità di rateizzare il pagamento così da rendere più sostenibile l’impegno per cittadini e famiglie”, aggiunge, rimarcando la volontà di costruire un percorso che non penalizzi chi si trova in difficoltà economica.
L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato “aiutare i contribuenti a mettersi in regola in modo più semplice e sostenibile”, dall’altro “migliorare l’efficacia della riscossione e ridurre il contenzioso, nell’interesse dell’amministrazione regionale e della collettività”. Una linea che si inserisce nel solco delle misure di definizione agevolata già sperimentate a livello nazionale, ma declinata qui su un tributo regionale che, negli anni, ha generato un numero significativo di insoluti.
La proposta ora passa all’esame del Consiglio regionale, dove si aprirà il confronto politico e tecnico sulla sua sostenibilità e sui possibili effetti per le casse della Regione e per i cittadini pugliesi. Scalera, intanto, rivendica la scelta come un atto di responsabilità verso una platea ampia di contribuenti che, tra crisi economica e rincari, rischiano di accumulare debiti difficili da recuperare.

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