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Nelle prossime ore Taranto entrerà nel vivo della partita più delicata dell’anno: l’approvazione del Bilancio di previsione.

Un passaggio politico e amministrativo che si preannuncia denso di tensioni, ma che arriva accompagnato da un tassello fondamentale. Il Collegio dei Revisori dei Conti ha infatti espresso il proprio parere sul Documento Unico di Programmazione 2026‑2028, il DUP che rappresenta l’architrave dell’intera manovra finanziaria. Un parere atteso, necessario e — come si legge nel verbale — «obbligatorio» ai sensi dell’art. 239 del Testo unico degli enti locali.
Il documento, firmato il 9 marzo dai revisori Nicola Marrone, Renata Nacci e Paolo Cesareo, è stato esaminato in videoconferenza dopo la trasmissione ufficiale della proposta di deliberazione del Consiglio comunale. I Revisori ricordano innanzitutto che il DUP è «atto presupposto indispensabile per l’approvazione del bilancio di previsione», richiamando l’art. 170 del TUEL. Non un allegato tecnico, dunque, ma la cornice strategica e operativa che definisce obiettivi, risorse e compatibilità finanziarie dell’ente.
Il Collegio parte dalle basi: le linee programmatiche del mandato 2025‑2030, approvate nel luglio 2025, e la relazione del dirigente della Programmazione economico‑finanziaria, Simone Simeone, che ha certificato la regolarità tecnica del documento. Viene richiamata anche la delibera di Giunta n. 64 del 3 marzo 2026, con cui l’esecutivo ha deciso di presentare il DUP al Consiglio, in conformità al principio contabile applicato 4/1.
Da qui, l’analisi entra nel merito. I Revisori hanno verificato la «completezza del documento», la coerenza con le linee di mandato e con il quadro normativo, l’attendibilità delle previsioni e la compatibilità con i vincoli di finanza pubblica. Un passaggio chiave riguarda la valutazione dei mezzi finanziari disponibili e degli impatti degli investimenti sulla spesa corrente, un tema particolarmente sensibile in vista del voto sul bilancio.
Ampio spazio è dedicato alla verifica degli strumenti di programmazione settoriale, che — come ricorda il Collegio — si considerano approvati in quanto contenuti nel DUP. Tra questi: il Programma triennale dei lavori pubblici 2026‑2028, adottato con delibera di Giunta n. 287 del 23 dicembre 2026 e corredato dal parere tecnico favorevole del responsabile delle Infrastrutture, Erminia Irianni; il Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari, riportato alle pagine 261‑269 del DUP. il Programma triennale degli acquisti di beni e servizi, previsto dal nuovo Codice degli appalti, con l’elenco delle forniture superiori a 140mila euro; la programmazione del fabbisogno del personale, giudicata compatibile con le disponibilità finanziarie e conforme ai principi di contenimento della spesa.
Il Collegio ha certificato, inoltre, la corretta definizione del perimetro del gruppo amministrazione pubblica e degli organismi partecipati, richiamando le delibere di Giunta n. 12 del 29 gennaio 2026 e n. 40 del 9 febbraio 2026.
Dopo aver esaminato i pareri tecnici e contabili dei dirigenti — tutti «favorevoli» — i Revisori hanno espresso il loro parere favorevole sul Documento Unico di Programmazione 2026‑2028. Una formula che pesa, perché consente al Consiglio comunale di procedere verso la discussione e il voto sul Bilancio di previsione, atteso con molta probabilità per il 16 marzo.
Il via libera dei Revisori non chiude il dibattito politico ma sgombra il campo da un’incognita tecnica decisiva. Ora la parola passa ai consiglieri, chiamati a misurarsi con una manovra che definirà le scelte strategiche della città per i prossimi anni. E che, come sempre, dovrà trovare un equilibrio tra ambizioni, risorse e sostenibilità.

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