CRONACHE TARANTINE
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A Taranto cresce la rabbia per l’ennesimo colpo inferto al patrimonio verde della città.
A denunciarlo è Francesco Battista, referente di Futuro Nazionale Vannacci, che parla di “indignazione crescente per un attacco ingiustificabile al verde urbano”, puntando il dito contro l’amministrazione comunale e il progetto del BRT, il sistema di trasporto rapido che sta comportando l’abbattimento di decine di alberi, tra cui ulivi e alberature storiche.
Secondo Battista, solo nell’area tra via Acton e via Millo sarebbero stati tagliati circa 80 alberi per far spazio alle nuove infrastrutture. “Tra questi ci sarebbero anche ulivi, il cui espianto è consentito solo in casi specifici come la presenza della Xylella”, sottolinea, ricordando che non si tratta di un episodio isolato. Negli ultimi giorni, infatti, interventi analoghi sono stati registrati in altre zone della città, con rimozioni lungo viali importanti come via Mediterraneo e corso Italia e perfino tentativi di abbattimento di lecci secolari. “Tutto questo mentre Taranto soffre problemi ambientali e climatici che renderebbero il verde urbano ancora più prezioso”, aggiunge.
Battista definisce “inaccettabile” che, in nome della modernizzazione della mobilità, si continui a sacrificare il patrimonio arboreo senza una visione sostenibile e senza coinvolgere adeguatamente la cittadinanza. “Gli alberi non sono un ostacolo allo sviluppo: sono infrastrutture naturali che migliorano l’aria, mitigano il caldo e rendono le città più vivibili”, afferma, accusando l’amministrazione di aver imboccato “una strada pericolosa che rischia di lasciare Taranto più povera di verde”.
Nel mirino finisce anche la dichiarazione dell’assessore Patronelli, secondo cui per ogni albero abbattuto ne verrebbero piantati due. Una promessa che Battista giudica insufficiente: “Non è un semplice calcolo numerico. Gli alberi tagliati avevano decenni di vita, chiome imponenti e un valore ambientale che nessun giovane alberello può compensare nell’immediato”. Lo stesso errore, ricorda, si sarebbe già verificato in via Dante, dove per realizzare una pista ciclabile “pressoché inutilizzata” sarebbero stati abbattuti alberi secolari.
Il referente di Futuro Nazionale Vannacci mette in dubbio anche l’efficacia del progetto BRT: “Ci si può davvero chiedere se queste linee cambieranno la mobilità a Taranto. Se non consentiranno ai cittadini di attraversare la città in pochi minuti, saremo di fronte all’ennesimo fallimento dell’amministrazione di centrosinistra”. E respinge la giustificazione secondo cui il progetto sarebbe stato ereditato dalla precedente giunta: “È stato ampiamente sostenuto e pubblicizzato da ex assessori e da componenti dell’attuale amministrazione”.
Battista definisce “paradossale” che a sollevare la questione sia un esponente della destra, mentre “stona l’assenza totale di alcuni membri della giunta, in particolare esponenti di AVS — compreso l’assessore all’Ambiente — e pezzi del PD che hanno costruito la loro carriera politica sulla tutela dell’ambiente”.
La richiesta finale è un appello diretto: “Taranto non può continuare a perdere alberi in silenzio. Difendere il verde significa difendere la salute, la bellezza e il futuro della città”. Battista sollecita massima trasparenza sulle autorizzazioni, un piano serio di ripiantumazione e un confronto pubblico sul futuro del verde urbano. “Le infrastrutture sono fondamentali, ma devono essere realizzate con un obiettivo chiaro e concreto, non in modo fine a sé stesso”, conclude.