CRONACHE TARANTINE
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Il Partito Socialista Italiano di Taranto torna a puntare il dito contro il Governo sulla gestione della crisi Ilva, denunciando quella che definisce una “indeterminatezza cronica” e una “inconsistenza politica” che, a loro giudizio, continuano a lasciare la città e i suoi lavoratori in un limbo senza prospettive.
A parlare è il segretario provinciale Paolo Castronovi, che non usa mezzi termini: «La vicenda Ilva non è più soltanto una crisi industriale. È diventata lo specchio più impietoso dell’incapacità di questo Governo di assumere decisioni chiare, coerenti e tempestive di fronte a una delle questioni più urgenti e complesse del Paese». Una situazione che, secondo i socialisti, sta logorando un’intera comunità: «Taranto aspetta. I lavoratori aspettano. Le famiglie aspettano. E Roma continua a tergiversare».
Il giudizio del PSI è durissimo. Castronovi parla di “spettacolo politico” che avrebbe «superato i limiti dell’imbarazzo per approdare, ormai, al territorio della vergogna». Nel mirino finiscono «annunci smentiti, piani industriali vaporizzati, commissari che si avvicendano senza produrre risultati, tavoli che si aprono e si chiudono senza lasciare traccia». Un elenco che, per i socialisti, rappresenta la fotografia di anni di incertezza e di promesse mancate.
Il nodo centrale, ribadisce il segretario, resta la mancanza di una strategia credibile: «Non è accettabile che il futuro di migliaia di lavoratori, di un intero territorio e di una comunità che ha già pagato un prezzo altissimo in termini umani, ambientali e sanitari venga consegnato all’ambiguità politica e all’immobilismo burocratico». Per Castronovi, la questione Ilva richiede «visione, coraggio e responsabilità», tre qualità che – sostiene – «questo Governo ha dimostrato di non possedere».
Il PSI rivendica una posizione netta: «Taranto ha diritto a un piano industriale credibile, a garanzie occupazionali concrete e a una transizione ambientale che non sia l’ennesima promessa vuota». E aggiunge: «Il lavoro e la salute non possono essere messi in contrapposizione né l’uno sacrificato in nome dell’altro. Servono soluzioni strutturali, non cerotti mediatici».
Da qui la richiesta di un cambio di passo immediato: «Chiediamo al Governo di uscire dall’equivoco e di assumersi finalmente la responsabilità politica che la situazione impone: un calendario certo, interlocutori credibili, risorse adeguate e un confronto reale con le parti sociali e con le istituzioni locali». Per Castronovi, Taranto non può più essere trattata come un dossier da gestire: «Taranto non è un problema da amministrare. È una città da rilanciare».