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Nel giorno in cui il Consiglio comunale ha approvato il Documento unico di programmazione 2026‑2028, il sindaco Piero Bitetti ha scelto di accompagnare l’atto politico più importante dell’anno con un intervento lungo, denso e diretto, che ha voluto innanzitutto collocare la manovra dentro la realtà dei numeri.

“Il documento unico di programmazione che presentiamo oggi rappresenta un passaggio fondamentale per la programmazione della città”, ha esordito, definendolo “costruito con grande attenzione e senso di responsabilità”. Bitetti non ha nascosto le difficoltà incontrate nelle ultime settimane: “È vero, abbiamo perso qualche giorno e me ne assumo la responsabilità. Le valutazioni sono state fatte in un contesto complesso, con scelte ponderate”.
Il sindaco ha spiegato che la prima consapevolezza da cui partire è la rigidità del bilancio comunale. “Qualcuno parlava di circa un miliardo di valore di bilancio, ma sappiamo bene che i dati reali sono altri. Le entrate correnti effettive sono circa 295 milioni di euro”, ha chiarito, ricordando che una parte significativa viene assorbita dal Fondo crediti di dubbia esigibilità, “circa 42 milioni di euro”. Questo, ha detto, “significa che lo spazio reale di manovra è molto più ridotto rispetto ai valori complessivi dei documenti contabili”. Bitetti ha citato anche il confronto serrato con gli uffici finanziari: “Abbiamo anche litigato, ovviamente. Il dirigente delle risorse economiche e finanziarie ha responsabilità che derivano dalla normativa e dagli indirizzi della Corte dei Conti. Il peso di una firma contabile sul bilancio è enorme”.
Il sindaco ha parlato apertamente di “scelte dolorose”, ricordando che le spese correnti superano ormai i 300 milioni di euro. “Non abbiamo fatto nessun tipo di operazione per caratterizzare il bilancio: questi costi strutturali sono rilevanti e difficilmente comprimibili nel breve periodo. La città lo deve sapere”, ha affermato, elencando i capitoli più pesanti: 61 milioni per la gestione dei rifiuti, 36 milioni per il personale, 8 milioni per la mensa contrattuale, 7 milioni per il trasporto pubblico locale, 6 milioni per i servizi sociali e la multiservizi, oltre ai costi degli asili nido comunali. “Avremmo voluto mettere molto di più, ma le entrate correnti non lo consentono. Il bilancio dell’ente è impegnato per la gestione dei servizi fondamentali”.
Bitetti ha poi richiamato le criticità ereditate: “Gli uffici finanziari hanno evidenziato debiti fuori bilancio, contenziosi, passività pregresse, accantonamenti prudenziali. Il risultato presunto di amministrazione mostra una parte accantonata pari a 374 milioni di euro”. Ha ricordato che nel 2025 “alcune spese correnti non erano completamente stanziate negli esercizi precedenti”, citando 3,7 milioni per il conferimento dei rifiuti, 2 milioni per minori e disabili in istituto e circa 1 milione per debiti fuori bilancio.
Il sindaco ha rivendicato la scelta di completare gli asili nido finanziati con fondi PNRR: “Dovevano essere completati e dovevano essere finanziati. È un servizio essenziale per bambini e famiglie”. Ha poi allargato lo sguardo alle prospettive: “Stiamo lavorando molto sui fondi regionali ed europei, anche in vista dei Giochi del Mediterraneo, che rappresentano una straordinaria occasione di sviluppo per la città. Saranno un momento di presentazione e narrazione di una Taranto che vuole rimboccarsi le maniche e mostrarsi al mondo”.
Tra le priorità indicate, Bitetti ha citato le politiche per la gestione dei rifiuti, la riqualificazione del verde pubblico, gli interventi di manutenzione urbana, i programmi di efficientamento energetico degli edifici pubblici e il percorso di innovazione della macchina amministrativa. “Vogliamo una struttura più snella, procedure semplificate, un rapporto migliore tra amministrazione e cittadini e imprese”, ha detto, annunciando particolare attenzione alle politiche sociali: “È una questione di cultura politica. Sosterremo famiglie, minori, persone con disabilità e le fasce più fragili”.
Il sindaco ha definito il bilancio “non solo un documento contabile, ma una responsabilità e una visione per il futuro della città”. Ha riconosciuto che “il quadro finanziario non è semplice da gestire”, ma ha ribadito che la scelta di mantenere la multiservizi è stata fatta “per non creare disagio alle famiglie”. Ha parlato di “equilibri delicati” e della necessità di “una gestione attenta delle risorse e una programmazione strategica chiara”.
In chiusura, Bitetti ha definito quello approvato oggi “il punto di partenza”. “Questo è il primo bilancio di questa amministrazione, l’inizio di un percorso che durerà altri nove anni. Le scelte sono state fatte con la massima serietà e trasparenza. Abbiamo impiegato qualche giorno in più, ma siamo riusciti a chiudere il bilancio. È chiaro che ci sarà da migliorare, ma il percorso che abbiamo davanti richiede impegno e senso di responsabilità da parte di tutti: amministratori, dirigenti, consiglieri, istituzioni. Una gestione attenta delle risorse e una programmazione strategica permetteranno a Taranto di affrontare con fiducia le sfide dei prossimi anni”. Poi l’invito finale: “Questo è un bilancio che rappresenta il punto di partenza. E tutti insieme, se vorremo, potremo scriverlo insieme”.

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