CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Il Documento unico di programmazione 2026‑2028 del Comune di Taranto (integrata dall’unico emendamento approvato all’unanimità sui quattro presentati) è stato approvato questa mattina, martedì 17 marzo, con 21 voti a favore, 10 contrari e l’astensione di Gianni Azzaro, dal Consiglio comunale, segnando l’avvio formale della rotta amministrativa per i prossimi tre anni.
Un atto politico e programmatico che l’amministrazione definisce come la mappa della città che vuole costruire, “il piano strategico con cui l’Amministrazione Comunale di Taranto definisce le sue priorità e i suoi obiettivi per i prossimi tre anni”. Un documento che non si limita a elencare opere e investimenti, ma prova a delineare una visione complessiva di città, partendo da un contesto demografico ed economico complesso.
Taranto oggi conta circa 187.500 abitanti, in calo costante negli ultimi anni, con un sistema economico che oscilla tra eccellenze e fragilità. Il DUP lo descrive come un territorio che vive “su pillole: un porto di importanza nazionale, un settore della mitilicoltura… ma anche una storia industriale complessa”. Da qui la necessità di un cambio di passo, articolato in cinque grandi direttrici: decoro urbano e sicurezza, mobilità sostenibile, riorganizzazione interna della macchina amministrativa, rigenerazione del territorio e tutela ambientale.
Il piano punta a un “Patto per il Decoro” che coinvolga cittadini, scuole e comitati, con micro‑incentivi per chi adotta spazi pubblici, e a uno “Sportello Segnalazioni Rapide” accessibile anche via app per intervenire su rifiuti, vandalismi e guasti. Sul fronte della mobilità, l’amministrazione immagina una città più ciclabile, accessibile e connessa, con l’arrivo del BRT e l’eliminazione delle barriere architettoniche. Tra le idee più innovative, il recupero della ferrovia storica intorno al Mar Piccolo e l’uso delle vie d’acqua per trasporti e turismo.
La macchina comunale è indicata come uno dei nodi da sciogliere: il DUP prevede nuove assunzioni tecniche e amministrative, digitalizzazione completa dei servizi e la nascita di un “Urban Lab tarantino”, uno spazio di confronto permanente tra cittadini, tecnici e imprese. Sul territorio, la parola d’ordine è rigenerazione: niente nuove colate di cemento, ma valorizzazione del porto, rilancio della Città Vecchia, creazione di un Parco del Mar Piccolo e agende di rigenerazione per ogni quartiere.
Il capitolo ambientale è uno dei più netti: il documento ribadisce il “fermo NO ai consumi di suolo” e la volontà di proseguire verso “la chiusura dell’area a caldo dell’ex acciaieria”. Previsti anche nuovi parchi, un albero per ogni residente, cassonetti intelligenti per la raccolta differenziata e la creazione di Comunità Energetiche Rinnovabili sui tetti comunali.
Ampio spazio è dedicato ai settori chiave: cultura, con l’idea di un Polo della Storia e della Scienza del Mare; università, con la nascita del Polo Ionico autonomo; sanità, con il nuovo ospedale San Cataldo come polo clinico‑universitario; commercio, con i Centri Commerciali Naturali; sport, con playground e aree gioco in ogni quartiere.
Il DUP quantifica anche le risorse: 545 milioni di euro nel triennio, provenienti da PNRR, fondi nazionali e regionali e risorse comunali. Le priorità di investimento sono trasporti (142 milioni), riqualificazione urbana (112 milioni), cultura (56 milioni) e scuole (16 milioni).
Nelle conclusioni, il documento parla di “una speranza realistica”, sottolineando che non si tratta di promesse ma di “interventi infrastrutturali finanziati, procedure amministrative definite, responsabilità assegnate”. Una visione che guarda al 2030 e immagina una Taranto più vivibile, moderna, sostenibile e consapevole della propria identità mediterranea.
IL DIBATTITO IN AULA
Nel dibattito sul Documento unico di programmazione, l’Aula consiliare si è trasformata in un confronto serrato, in cui i gruppi di opposizione hanno contestato la visione proposta dall’amministrazione Bitetti, accusandola di presentare un piano ambizioso ma privo di basi concrete. Le critiche, pur diverse per accenti e sensibilità politiche, hanno toccato gli stessi nodi: risorse insufficienti, obiettivi ritenuti irrealistici, mancanza di scelte chiare e di una strategia capace di incidere sulle emergenze della città.
Luca Lazzàro (Fratelli d’Italia) ha definito il DUP “uno schema di illusioni”, un documento che “elenca infinite buone intenzioni che non si trasformano in azioni concrete”. Ha ironizzato sulla quantità di obiettivi inseriti, “dalla pulizia delle strade alla chiusura dell’area a caldo, passando per piste ciclabili e polo universitario”, chiedendo però “con quali soldi facciamo tutta questa attività”. Per Lazzàro, la distanza tra la sezione strategica e quella operativa è evidente: “Da pagina 104 in poi non troviamo una riga di copertura finanziaria”. Il consigliere ha parlato di un DUP “scritto come un libro dei sogni”, arrivando a paragonare la situazione a “un’orchestra del Titanic che suona mentre la nave affonda”. Da qui la richiesta di ritirare e riscrivere il documento “con dati certi e scadenze reali”.
Sulla stessa linea Mirko Di Bello (Pri), che ha accusato l’amministrazione di presentare un testo “che sembra ancora un programma elettorale”. Secondo Di Bello, “mancano le scelte coraggiose”, mentre alcuni progetti già avviati mostrano criticità evidenti, come i cassonetti intelligenti: “Dovevano portare un apporto importante alla differenziata, così non è stato: non abbiamo raggiunto le percentuali e verremo colpiti da un’ecotassa”. Il consigliere ha poi sollevato dubbi sulla sostenibilità del BRT, chiedendo se siano state valutate “le conseguenze sulla viabilità, sui tagli degli alberi e sull’impatto ambientale”. Per Di Bello, il DUP “non contiene una visione politica, ma un elenco di indirizzi che seguono ciò che era già stato impostato dalla precedente amministrazione”.
Tiziana Toscano (Fratelli d’Italia) ha concentrato il suo intervento sulla distanza tra slogan e realtà. “Il DUP dovrebbe stabilire attività strategiche e operative, ma leggendo questo documento si ha l’impressione opposta: molte promesse, pochi strumenti concreti”, ha affermato. Toscano ha contestato la narrazione sull’economia del mare: “Quale economia del mare, se gli operatori non hanno spazi adeguati e i mitilicoltori faticano ogni anno a chiudere il raccolto?”. Ha ricordato i risultati scientifici sul Mar Piccolo e chiesto “azioni amministrative rapide ed efficaci”, criticando anche iniziative annunciate e poi rimaste ferme, come il progetto Miti di Mare. Sul turismo, ha richiamato la denuncia del sindacato sul mancato rinnovo dei contratti al MARTA: “Se vogliamo una città turistica, perché non sostenere queste professionalità?”. Toscano ha poi affrontato il tema dell’università, chiedendo un’integrazione reale tra sviluppo accademico, mobilità, servizi e opportunità per i giovani. In chiusura, ha richiamato il calo demografico: “Taranto continua a perdere popolazione. Il vero tema è creare le condizioni perché le persone scelgano di restare”.
Emiliano Messina (Udc) ha parlato di “un bilancio di lacrime e sangue”, accusando il DUP di “dire tutto e il contrario di tutto” e soprattutto di evitare “la cosa fondamentale: dire la verità”. Per Messina, il documento “non ha coerenza, non ha coraggio, non ha scelte chiare”. Ha criticato l’amministrazione per aver prodotto “un testo che tiene insieme tutto per non scontentare nessuno, e proprio per questo non cambia nulla”. Messina ha contestato anche alcune cifre riportate nel DUP, definendole “da sistemare”, e ha concluso con un giudizio netto: “Non accettiamo un documento che racconta una città che non esiste”.
Giampaolo Vietri (Fratelli d’Italia) ha attaccato l’amministrazione accusandola di aver tradito le promesse elettorali. “Avete promesso il cambio di passo, ma finora abbiamo visto solo passi indietro”, ha detto, citando le proteste dei lavoratori dei servizi cimiteriali, le assemblee delle educatrici degli asili e la situazione dell’Amiu. Ha ricordato che in campagna elettorale “dicevate di essere già pronti”, mentre oggi “ci dite che il bilancio è ingessato e non ci sono risorse”. Vietri ha contestato anche la mancanza di risposte sui comitati di quartiere, sui pareri richiesti per gli asili nido e sul contratto di servizio dell’Amiu: “Sono dieci mesi che sentiamo dire ‘da subito’”.
Gregorio Stano (M5S) ha criticato la mancanza di confronto: “Non c’è stata la possibilità di discutere insieme le priorità della città”. Per Stano, il DUP “non è una visione, ma un catalogo dei desideri”, privo di trasparenza e di numeri chiari. Ha contestato l’obiettivo del 50% di raccolta differenziata: “Non abbiamo nemmeno le buste nei centri di raccolta”. E ha concluso definendo il documento “una visione che non c’è”.
Dalla maggioranza, Luca Contrario (Pd) ha difeso il lavoro svolto, ricordando la rigidità del bilancio e la necessità di preservare servizi essenziali come multiservizi e nidi comunali. “Le spese sono in gran parte incomprimibili”, ha spiegato, citando i costi dell’ambiente, del personale, dei servizi educativi e del trasporto pubblico. Contrario ha rivendicato “scelte coraggiose” e un confronto costante con i sindacati, riconoscendo però che “la sfida è rendere sostenibile il programma e migliorare la raccolta differenziata”.
Massimiliano Stellato (Forza Italia) ha definito il DUP “un documento privo di visione”, sottolineando che “tra quello che volete fare e quello che potete fare con i soldi a disposizione c’è un abisso”. Ha ironizzato sul fatto che la parola decoro compaia “quindici volte”, chiedendo però “come si possa parlare di task force e collaborazione con associazioni civiche quando non avete ancora firmato una sola convenzione”. Per Stellato, la città “è in una situazione indecorosa” e il documento “non ha gambe finanziarie per sostenere ciò che promette”. Ha criticato anche la dotazione per l’abbattimento delle barriere architettoniche: “Avete previsto 27mila euro per tutta la città: da Marina di Lizzano a Massafra. È evidente che non basta nemmeno per iniziare”.
Il consigliere ha poi contestato la gestione della “risorsa mare”: “Nel vostro ufficio dedicato alla città dei due mari ci sono due persone. E con due persone volete costruire la strategia del mare?”. Sui nidi comunali, Stellato ha accusato la maggioranza di incoerenza: “Nel DUP scrivete ‘no all’esternalizzazione’, ma in campagna elettorale avete raccontato altro. Oggi prendete in giro chi vi ha creduto”. E ha chiuso con un avvertimento sulla raccolta differenziata: “Vi assumete la responsabilità di aver previsto una riduzione del conferimento perché immaginate di arrivare al 50%. Noi controlleremo ogni mese: se non ci arrivate, il bilancio salta”.
A seguire, Gianni Azzaro (Riformisti per Taranto) ha invitato l’Aula a un cambio di passo: “Quello che ci apprestiamo a votare non è un atto di coraggio. È la riproposizione di uno schema che non ha prodotto i risultati attesi”. Azzaro ha parlato di “architettura finanziaria che sposta le partite come fossero mobili in un appartamento”, dando “l’illusione di un arredamento diverso, ma il divano è sempre lo stesso”. Per il consigliere, servono scelte radicali: “Dobbiamo cambiare quel divano, ristrutturare l’appartamento, fare scelte anche impopolari. Non abbiamo più tempo per previsioni entusiasmanti che tradiscono le aspettative”. Ha annunciato l’astensione, chiedendo però “una riflessione collettiva per riscrivere il DUP partendo da presupposti reali e realizzabili”.
Patrizia Mignolo (CON Taranto) ha riconosciuto errori di comunicazione della maggioranza: “Abbiamo sbagliato, non siamo stati chiari nel dare la giusta informazione sui nostri presupposti”. Ha difeso però la struttura del documento: “Il DUP è guida strategica e operativa, deve essere coerente con la programmazione regionale e capace di intercettare finanziamenti europei”. Mignolo ha richiamato la necessità di “una visione strategica per contrastare declino demografico e invecchiamento”, puntando su cultura, partecipazione civica, rigenerazione urbana, digitalizzazione e comunità energetiche. Ha insistito sul coinvolgimento dei quartieri: “La partecipazione territoriale è fondamentale: associazioni, scuole, chiese devono essere parte del processo”. E ha denunciato un tema poco citato nel dibattito: “L’erosione costiera è un problema gravissimo. Ogni ritardo significa perdere pezzi della nostra città”.
Gianni Tartaglia (Per Bitetti) ha richiamato l’Aula a un maggiore senso di responsabilità, criticando l’atteggiamento dell’opposizione e difendendo il lavoro della maggioranza. “Mi dispiace che non siano presenti i consiglieri di minoranza, soprattutto i colleghi di Fratelli d’Italia”, ha esordito, spiegando di aver ascoltato “con piacere” sia il sindaco sia l’assessore ai Lavori pubblici, ma sottolineando che “nessuno, tranne Gianni Azzaro, ha indicato soluzioni concrete”.
Tartaglia ha ricordato un insegnamento del padre: “Stare dall’altra parte e non decidere niente è sempre più semplice”, invitando l’opposizione a prendersi la propria parte di responsabilità. Ha respinto l’idea del DUP come “libro dei sogni”: “I sogni sono desideri che possono diventare guida politica, non illusioni”.
Sul BRT ha definito “una bugia” le accuse di tagli indiscriminati agli alberi, ribadendo che il progetto rappresenta “una trasformazione reale della città”. Ha difeso anche la linea sugli asili nido: “Erano nove e resteranno nove, anzi se possibile ne aggiungeremo altri due. Non c’è nessuna privatizzazione: si tratta di concessioni temporanee”.
In chiusura, ha invitato a un lavoro comune: “Questo documento è aperto. Partecipare e proporre è fondamentale, perché ciò che conta davvero è il bene della città”.
Francesco Tacente (Taranto Popolare) ha parlato di “forte distanza tra intenzioni e strumenti concreti”: “Gli obiettivi sono condivisibili, ma spesso rimangono generici, senza indicare come e con quali risorse verranno realizzati”. Ha criticato l’assenza di una gerarchia delle priorità: “Taranto ha bisogno di scelte nette su ambiente, lavoro, servizi, decoro”. E ha chiesto indicatori chiari per monitorare l’attuazione delle politiche pubbliche. “La programmazione deve essere uno spazio di confronto serio, non un passaggio procedurale”, ha detto annunciando il voto contrario.
Dai banchi della maggioranza, l’assessore allo Sviluppo economico Francesco Cosa ha difeso il lavoro svolto: “Non c’è un libro dei sogni, ma vertenze reali alle quali stiamo dando risposta: multiservizi, asili nido, valorizzazione degli immobili comunali”. Ha ricordato che “tutti i locali della città vecchia sono stati censiti e saranno presto oggetto di un atto di indirizzo”, e che il progetto Miti di Mare “ripartirà la prossima settimana”. Cosa ha rivendicato anche il lavoro sul Sea Hub e sugli interventi finanziati con fondi europei: “Non è un DUP astratto: è il primo di questa amministrazione e contiene scelte precise”.
L’assessore alla Mobilità Giovanni Patronelli ha risposto alle critiche sul BRT e sulla viabilità: “Il Piano Urbano della Mobilità sostenibile è stato approvato nel 2018, alla presenza anche di chi oggi siede all’opposizione. Nessuno allora alzò la mano”. Patronelli ha spiegato che “si sta lavorando alla rivisitazione del PUMS” e che “tutti i piani di recupero sono in fase di attuazione”. Sui tagli degli alberi, ha ribadito: “Non è vero che il BRT serve solo a tagliare alberi. Dove è stato possibile, abbiamo previsto reimpianti. E quando c’è da metterci la faccia, noi siamo per strada”.
Dai banchi della maggioranza, l’assessore alle Partecipate Gianni Cataldino ha ricordato che “il bilancio è quello che è, le risorse sono quelle che sono”, spiegando che “il tentativo è stato garantire i servizi essenziali”. Ha parlato della necessità di “una rivoluzione culturale nei comportamenti dei cittadini”, soprattutto sul tema dei rifiuti: “Non è facile fare una comunicazione efficace se non c’è collaborazione. Dobbiamo lavorare nelle scuole, parlare con i cittadini, costruire una cultura della differenziata”. Cataldino ha richiamato anche il tema demografico: “Taranto, come Genova, non ha saputo sviluppare una visione post‑industriale. O la costruiamo insieme, o continueremo a perdere popolazione”.
Enzo Di Gregorio (Pd) ha portato in Aula la sua lunga esperienza amministrativa: “Ho visto sessanta bilanci in ventun anni. Questo è un bilancio difficile, diverso da quello raccontato in campagna elettorale, perché impatta sulle vite dei cittadini”. Ha ricordato che “le amministrazioni cambiano, ma i problemi restano gli stessi da trent’anni”, citando le periferie senza servizi essenziali: “Ci sono zone con decine di migliaia di persone senza acqua, fogna e illuminazione. E dobbiamo dire loro che non abbiamo i soldi”. Di Gregorio ha invitato a un clima di unità: “I prossimi sei mesi saranno decisivi. I benefici dei Giochi del Mediterraneo e del San Cataldo li vedranno i nostri figli. È il momento di camminare insieme”.
Mimmo Festinante (Per Bitetti) ha richiamato il valore dell’unità istituzionale: “Quando c’è un problema, il governo chiama il sindaco. Siamo tutti sulla stessa barca”. Ha difeso le scelte su multiservizi e asili nido: “Sono scelte difficili, ma necessarie”. E ha invitato a coinvolgere i cittadini: “Dobbiamo entrare nelle case, spiegare la differenziata, lavorare insieme. Oggi ci siamo, domani non ci saremo più: il bene comune deve essere condiviso”.
Alexia Serio (Pd) ha definito il DUP “un quadro programmatorio coerente con gli indirizzi di mandato”, fondato su rigenerazione urbana, economia del mare, transizione ecologica e welfare. “Non è un capitolo accessorio: università, cultura, sport sono leve di cambiamento”, ha detto. Serio ha invitato a “cambiare la narrazione della città”: “Taranto è in evoluzione. Dobbiamo avere ottimismo e raccontare ai cittadini l’ambizione di una città migliore”. Il Pd ha annunciato voto favorevole.
Antonio Quazzico (Partito Liberaldemocratico) ha apprezzato “lo sforzo dell’amministrazione nonostante le difficoltà finanziarie”, ricordando la necessità di “ridurre la rigidità della spesa corrente, migliorare le entrate e tagliare gli sprechi”. Ha definito il DUP “un passo nella direzione giusta”, pur riconoscendo che “dobbiamo spendere meglio, non di più”.
Il dibattito si è chiuso con posizioni distanti ma con un appello trasversale alla responsabilità. L’opposizione parla di “documento irrealistico, incoerente e senza coperture”, mentre la maggioranza rivendica “scelte responsabili in un quadro finanziario rigidissimo”. Sullo sfondo, una città che chiede risposte immediate su decoro, rifiuti, servizi, mobilità e futuro economico. Una città che, come più volte ricordato in Aula, non può più permettersi di perdere tempo.