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Foto di repertorio

Venerdì 20 marzo, alle ore 14, il Consiglio comunale di Taranto sarà chiamato ad approvare il Bilancio di previsione 2026-2028.

Un passaggio decisivo, perché il documento contabile arriva in aula accompagnato da una relazione tecnica che non si limita a certificare il rispetto formale degli equilibri, ma mette in guardia la politica su una serie di rigidità strutturali che rischiano di pesare sul futuro dell’ente. A firmarla è il dirigente della Programmazione economico-finanziaria e Innovazione, Simone Simeone, che parla con chiarezza di un bilancio “formalmente in equilibrio”, ma inserito in un contesto che richiede attenzione, prudenza e scelte consapevoli.
La relazione parte da un dato: il bilancio rispetta i princìpi contabili armonizzati e garantisce il pareggio, ma lo fa in un quadro di spesa corrente sempre più rigida. Simeone ricorda che alcune voci sono ormai strutturali e non comprimibili. Tra queste spicca il contratto “multiservizi”, che pesa per 6,56 milioni nel 2026 e per 6 milioni negli anni successivi. «Si tratta di una spesa consolidata e non comprimibile nel breve periodo», sottolinea il dirigente, evidenziando come questa voce incida in modo significativo sulla parte corrente.
Non meno rilevante è il capitolo degli asili nido, gestiti direttamente dal Comune. Il costo complessivo è stimato in 5,9 milioni per il 2026 e 6,6 milioni per il 2027 e 2028, con una spesa netta – al netto del personale – che sale da 3 a 4 milioni nel triennio. Anche qui Simeone richiama la necessità di una riflessione sulla gestione mista, per allineare i costi ai fabbisogni standard: «È fondamentale una analisi puntuale che possa allineare i costi sostenuti ai fabbisogni determinati da Istat e dalla Commissione tecnica».
Nel bilancio 2026 compare inoltre un’entrata straordinaria di 2,38 milioni, derivante da una sentenza favorevole del Tar Lecce. Una boccata d’ossigeno ma non una soluzione strutturale. «La sua natura resta straordinaria e non ricorrente», avverte Simeone, ricordando che l’equilibrio del 2026 beneficia di una componente eccezionale che non potrà essere ripetuta negli anni successivi. Da qui la necessità di ripensare la gestione della spesa corrente, evitando di basarsi su risorse non ripetibili.
Uno dei punti più delicati riguarda lo stanziamento per il conferimento in discarica, ridotto rispetto alla spesa reale del 2025 nella prospettiva di un miglioramento della raccolta differenziata. Una scelta coerente con gli obiettivi ambientali ma che comporta un rischio evidente: «Qualora non si realizzassero le auspicate economie, si determinerebbe una pressione immediata sugli equilibri della parte corrente». Per questo il dirigente chiede un monitoraggio bimestrale della spesa rifiuti e l’obbligo di destinare eventuali economie o maggiori entrate alla copertura di questa voce.
La relazione si sofferma anche sul peso crescente delle risorse vincolate: 516 milioni su 920, quasi il 70% della spesa totale. Si tratta di fondi Pnrr, Cis, Fesr e Giochi del Mediterraneo, che rappresentano un’opportunità straordinaria per Taranto ma che richiedono una visione di lungo periodo. «È necessario porre attenzione ai costi gestionali e manutentivi degli interventi», avverte Simeone, ricordando che gli investimenti di oggi genereranno spese future che l’ente dovrà essere in grado di sostenere.
Il dirigente richiama poi la necessità di una maggiore flessibilità della spesa corrente e di un coordinamento più stretto tra le direzioni comunali: «La crescente pressione sulla gestione corrente richiede un lavoro congiunto per efficientare i processi di spesa ed erogazione dei servizi». E mette in guardia dall’assumere obbligazioni pluriennali che potrebbero ridurre ulteriormente i margini di manovra negli anni 2027 e 2028.
La conclusione è netta: il bilancio rispetta i vincoli ma si muove in un quadro di rigidità e rischi che non possono essere ignorati. «Appare indispensabile proseguire con un’azione costante di controllo della spesa e con una programmazione finanziaria improntata alla sostenibilità strutturale degli equilibri nel medio periodo», scrive Simeone, esprimendo parere tecnico e contabile favorevole ma accompagnato da un forte invito alla prudenza.
Il Consiglio comunale, venerdì, sarà chiamato a trasformare queste indicazioni in scelte politiche.

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