CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Si riaccende il confronto politico attorno al futuro della Nave Garibaldi, la storica portaerei della Marina Militare destinata alla dismissione e al centro, nelle ultime settimane, di un acceso dibattito nazionale.
Dopo mesi di pressioni, il Movimento 5 Stelle rivendica un primo risultato: l’apertura di Fratelli d’Italia all’ipotesi di mantenere l’unità a Taranto e trasformarla in un polo ricettivo‑museale.
«Accogliamo con positività l’allineamento di Fratelli d’Italia alla strenua posizione mantenuta in questi mesi dal M5S per far restare a Taranto Nave Garibaldi e trasformarla in polo ricettivo‑museale, stante lo stretto rapporto fra il capoluogo ionico e la Marina Militare», afferma il vicepresidente nazionale del Movimento e componente della commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo, il senatore Mario Turco.
Il “tornado diplomatico” e i dubbi sul ruolo del Ministro Crosetto
Turco ricostruisce le ultime settimane come un vero e proprio caso politico‑diplomatico. «Negli ultimi giorni la portaerei è stata al centro di un tornado diplomatico che ho più volte denunciato nelle sedi istituzionali», sottolinea il senatore, chiamando in causa direttamente il Ministro della Difesa.
Secondo Turco, la vicenda coinvolgerebbe «un possibile conflitto d’interessi con Drass S.p.A. e una cessione a titolo gratuito della Nave all’Indonesia accompagnata all’acquisto di sei sommergibili». Un’operazione che, nella lettura del M5S, rischierebbe di mettere in secondo piano eventuali responsabilità istituzionali a favore di interessi privati.
«Come M5S stiamo cercando di scongiurare in ogni modo che eventuali responsabilità passino in secondo piano rispetto ad interessi privati», ribadisce Turco.
L’appello a Fratelli d’Italia: «Blocchi il regalo da 50 milioni»
Il senatore chiama ora Fratelli d’Italia a una prova di coerenza nelle sedi parlamentari. «Per queste ragioni, se davvero FdI vuole mantenere Nave Garibaldi a Taranto, esprima il suo diniego nelle Commissioni di Camera e Senato rispetto a questo “regalo” di cinquanta milioni di euro che Crosetto vuole fare ad uno Stato terzo, con una opaca compensazione a favore di un soggetto privato».
Un passaggio che, nelle intenzioni del M5S, dovrebbe trasformare le dichiarazioni di disponibilità in un atto politico concreto.
«Taranto non può più fidarsi delle parole»
Turco richiama infine la necessità di scelte chiare e verificabili. «La città di Taranto delle parole non può più fidarsi, servono atti concreti da chi oggi sostiene il Governo Meloni», afferma.
Il senatore ricorda inoltre che resta ancora senza risposta l’interrogazione parlamentare presentata al Ministro della Difesa. «Nel frattempo, attendiamo che il Ministro risponda all’interrogazione sul punto che ho depositato in Senato».