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Non si spegne l’eco del Consiglio: le voci dei consiglieri dopo l’approvazione del bilancio
Non si è ancora spenta l’eco della lunga e tesa discussione andata in scena ieri, venerdì 20 marzo, in Consiglio comunale, che si è conclusa con l’approvazione del bilancio di previsione 2026–2028. Una seduta segnata da posizioni molto distanti e da interventi che hanno messo in luce criticità, timori e richieste di maggiore visione politica. Di seguito una sintesi delle principali dichiarazioni dei consiglieri.
Massimiliano Stellato (Forza Italia)
Stellato ha parlato di un bilancio «critico e rigido», citando la stessa relazione tecnica che accompagna il documento. «Siamo di fronte a un’amministrazione che ha costruito un bilancio-gabbia», ha dichiarato, denunciando l’impossibilità di rispondere «alle reali necessità del territorio».
Tutti i suoi emendamenti sono stati respinti con parere tecnico negativo, un fatto che per il capogruppo azzurro rappresenta «una indiretta confessione del fallimento politico». Stellato ha poi aggiunto: «Voglio sperare che il consiglio comunale non bocci le mie proposte solo per partito preso».
Gianni Azzaro (Riformisti per Taranto)
Azzaro ha confermato la propria astensione, definendola un atto di «coerenza, logica e garbo istituzionale». Ha però lanciato un monito sulla tenuta dei conti: «Stiamo tamponando la falla mentre svuotiamo la stiva con una tazzina da caffè».
Il consigliere ha richiamato la necessità di «coraggio», soprattutto in vista della gestione degli impianti dei Giochi del Mediterraneo: «Come faremo, con un bilancio che non ci offre spazi di manovra?».
Ha concluso invitando la maggioranza a «riavvicinarsi alla comunità» e assicurando che, se ciò avverrà, «non avrò difficoltà a essere al vostro fianco».
Francesco Tacente (Prima Taranto)
Tacente ha annunciato il voto contrario, parlando di «segnali di allerta che un amministratore attento non può ignorare».
Secondo il consigliere, il bilancio si regge su «entrate non strutturali» e rischia di non garantire gli equilibri futuri. Da qui la richiesta di una strategia per aumentare le entrate: «Non basta gestire la spesa: bisogna iniziare a produrre nuove entrate».
Ha indicato due priorità: valorizzare gli impianti dei Giochi del Mediterraneo e creare nuovi parcheggi legati al BRT. «Chiediamo di essere ascoltati: le sfide che abbiamo davanti riguardano tutta la città».
Giampaolo Vietri (Fratelli d’Italia)
Durissimo l’intervento del capogruppo FdI, che ha denunciato tagli diffusi: «Senza un confronto autentico questo Bilancio resta un freddo documento contabile fatto di numeri».
Vietri ha criticato le dichiarazioni degli assessori su strade e verde pubblico, definendole «patetico scarico di responsabilità».
Sui Giochi del Mediterraneo ha lanciato un allarme: «La città si prepara a questo grande evento senza prevedere in bilancio uno stanziamento per queste necessità?».
Ancora più duro il passaggio su Kyma Ambiente: «È un immobilismo che sta causando il fallimento di Kyma Ambiente, portandola lentamente verso la privatizzazione».
Chiusura al vetriolo: «L’immagine fedele di questa amministrazione è quella delle aiuole cimiteriali di Piazza Ebalia, che sembrano celebrare il funerale delle ambizioni di una comunità».
Mirko Di Bello (PRI – Italia Oltre)
Di Bello ha concentrato il suo intervento sui limiti strutturali del bilancio. Ha evidenziato che, a fronte di un risultato di amministrazione di oltre 407 milioni, «la quota effettivamente disponibile è inferiore agli 800 mila euro».
Ha poi sottolineato la scarsa autonomia finanziaria dell’ente: «Le entrate proprie sono meno del 30% del totale».
Il consigliere ha richiamato anche il peso del Fondo crediti di dubbia esigibilità, pari a oltre 42 milioni, che «incidono direttamente sulla capacità di spesa».
Sul fronte dei lavori pubblici ha sollevato dubbi sul BRT e sullo stato di avanzamento del Palazzo degli Uffici, fermo al 6,17%.
Ha infine lamentato l’assenza di investimenti chiari per cultura e patrimonio storico, concludendo che esiste «una distanza tra equilibrio contabile e capacità del bilancio di incidere sullo sviluppo della città».