CRONACHE TARANTINE
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In un fine settimana segnato da iniziative politiche molto diverse tra loro, Taranto e Manduria diventano il centro di due messaggi che raccontano, da prospettive opposte, il clima che attraversa i territori: da un lato la mobilitazione per una raccolta firme nazionale sulla sicurezza, dall’altro la scelta del Partito Democratico di non presentare una propria lista alle prossime amministrative.
Due vicende che, pur lontane per contenuti e collocazione, restituiscono il quadro di una partecipazione politica in movimento.
Tolleranza zero sulla sicurezza: la raccolta firme di Futuro Nazionale
È partita questa mattina, sabato 11 aprile, e proseguirà nella giornata di domani, domenica 12, anche a Taranto la raccolta firme nazionale “Tolleranza zero sulla sicurezza. Difendiamo gli italiani, basta impunità!”, promossa dal nuovo partito del generale Roberto Vannacci. L’iniziativa è stata organizzata in città da Giuliano Neglia, referente del Comitato costituente Taranto 22 di Futuro Nazionale, che ha allestito un gazebo in via D’Aquino, all’altezza del civico 79, attivo dalle 10 alle 13.
Neglia spiega che l’obiettivo è «rendere la vita dei cittadini più sicura nelle loro case e per le strade», alla luce dei «crescenti episodi di violenza che necessitano di un vero e proprio scudo legale per le forze dell’ordine». Tra i punti principali indicati dal comitato figurano lo stop ai processi infiniti, l’archiviazione entro 72 ore, la tutela degli agenti coinvolti in indagini, il rafforzamento dei poteri delle forze dell’ordine, la legittima difesa con “stop ai risarcimenti agli aggressori”, l’impiego dell’Esercito nelle zone ad alta intensità criminale e norme più rigide sulla recidiva. «Chi difende lo Stato va protetto, uno Stato forte difende i cittadini», afferma Neglia, sottolineando la necessità di «prendere ferme decisioni» per arginare fenomeni criminali sempre più allarmanti.
Manduria, il Pd rinuncia alla lista: “Decisione dolorosa ma responsabile”
Di segno completamente diverso la nota diffusa dal Partito democratico di Manduria, che annuncia la scelta di non presentare una propria lista alle prossime elezioni amministrative. Una decisione definita «maturata con rammarico ma anche con un profondo senso di responsabilità» dal commissario cittadino Massimo Serio.
Serio spiega che, nelle settimane di lavoro svolte insieme ai vertici del partito, è emersa «l’assenza delle condizioni politiche e organizzative necessarie per costruire una proposta credibile e all’altezza delle aspettative della comunità». Per questo, aggiunge, «riteniamo sia doveroso, nei confronti dell’elettorato, evitare scelte che possano risultare strumentali o non pienamente fondate». Pur senza una lista ufficiale, il Pd conferma la disponibilità a «contribuire responsabilmente al percorso della coalizione».
Il commissario affronta anche un nodo politico interno: «Nonostante Manduria sia stata guidata per molti anni da amministrazioni di centrosinistra, non si è riusciti a costruire una classe dirigente capace di mettersi realmente a disposizione del partito e della collettività, prevalendo spesso logiche personalistiche». Serio richiama inoltre un passaggio apparso su una testata locale, ritenuto emblematico: «Resta come emblema di questa impostazione una frase che molti ricordano bene: “Che si sappia, qui il partito, il Pd, sono io”. Una concezione proprietaria della politica, incompatibile con l’idea stessa di un partito democratico e plurale».
Da qui la volontà di avviare un percorso di rinnovamento: «Chiederò agli organismi nazionali che le iscrizioni al Partito democratico non avvengano più online, ma esclusivamente in modalità cartacea e sotto la supervisione del commissariamento, al fine di garantire trasparenza e autenticità nel processo di partecipazione». Serio conclude con un impegno: «Manduria merita un Partito democratico forte, credibile e realmente rappresentativo. È da questa consapevolezza che ripartiamo».