CRONACHE TARANTINE
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Il Partito democratico non presenterà alcuna lista alle prossime amministrative di Manduria. La decisione, comunicata dal commissario cittadino Massimo Serio, ha suscitato forti reazioni tra i dem della cittadina messapica.
Tra queste quella di Dino Filoni, tesserato Pd, che contesta apertamente la ricostruzione ufficiale. Secondo Filoni, il comunicato diramato nei giorni scorsi da Serio «non dice la verità, o meglio ne racconta solo una parte», lasciando fuori responsabilità che a suo giudizio sarebbero riconducibili alla segreteria provinciale e alla gestione del commissariamento.
Per Filoni, la mancata candidatura non deriverebbe da una generica «assenza di condizioni» ma da «scelte sbagliate» che avrebbero inciso sul lavoro del circolo. Un commissario «insediato da poche settimane», afferma, non potrebbe restituire una lettura completa di dinamiche politiche costruite negli anni.
La decisione di commissariare il partito a due mesi dal voto viene definita «un errore politico», con effetti negativi sulla vita interna del Pd: «Il circolo è stato svuotato, il confronto ridotto, la partecipazione scoraggiata». Le competenze e le energie, sostiene, «c’erano ma sono state ignorate».
Filoni richiama anche il rientro di figure che in passato avevano lasciato il partito, ritenendo che ciò abbia alimentato ulteriori tensioni. Per questo giudica «troppo facile» attribuire la crisi a «logiche personalistiche», quando – afferma – al Pd locale sarebbe stato impedito di organizzarsi e costruire una proposta autonoma.
Critica infine il richiamo ad articoli di stampa per giustificare la scelta: «Un partito serio non ha bisogno di sponde esterne». La mancata presentazione della lista, conclude, rappresenterebbe «un fallimento politico» con responsabilità precise. «Dire la verità», afferma, è il primo passo per ricostruire un Pd credibile.