CRONACHE TARANTINE
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Nemmeno il tempo per l’amministrazione comunale di annunciare l’entrata in vigore dei parcheggi a pagamento in città vecchia — con pass gratuito per i residenti — che subito le opposizioni hanno alzato le barricate.
La decisione della giunta Bitetti, presentata come un intervento di regolazione della sosta e di miglioramento della vivibilità dell’isola, ha infatti scatenato una reazione politica immediata e trasversale, con critiche che puntano il dito su tempistiche, metodo e conseguenze per cittadini, lavoratori e commercianti.
Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, composto da Tiziana Toscano, Luca Lazzàro e Giampaolo Vietri, parla apertamente di scelta sbagliata. «L’amministrazione Bitetti inonda anche la città vecchia di strisce blu», affermano, sostenendo che l’estensione dei parcheggi a pagamento «rischia di essere un intervento sbilanciato e poco efficace rispetto ai problemi reali della nostra isola». Secondo i consiglieri, il provvedimento non aumenta i posti auto disponibili ma «si limita a trasformare quelli esistenti in parcheggi a pagamento», con l’effetto di «scaricare ulteriori costi sui cittadini senza risolvere la principale criticità del contesto».
FdI contesta anche la logica dell’intervento: «Non si può pensare di migliorare la vivibilità semplicemente facendo pagare il parcheggio, anche perché pagare non equivale a trovare un posto libero». In un’area come la città vecchia, dove la disponibilità di stalli è già ridotta, il rischio — sostengono — è quello di «creare solo maggiore disagio». A pesare, secondo l’opposizione, è anche il tempismo: «Si attivano nuove aree a pagamento prima ancora di avviare le linee BRT. Senza un sistema di trasporto pubblico efficiente già operativo, si chiede ai cittadini di pagare di più senza offrire valide soluzioni». A ciò si aggiunge la presenza di cantieri urbanistici che hanno già ridotto i posti auto e che, nei prossimi mesi, interesseranno altre zone dell’isola. «Intervenire ora con le strisce blu, senza compensazioni, rischia di aggravare una situazione già critica».
Per Toscano, Lazzàro e Vietri serve «una visione della mobilità a 360 gradi, con interventi integrati e graduali». Le strisce blu, da sole, «non migliorano la qualità della vita come racconta l’amministrazione comunale», ma rappresentano «il solito modo di vessare i tarantini per far cassa», dimostrando — dicono — «una perfetta continuità nella forma e nella sostanza con la precedente amministrazione».
Critiche altrettanto dure arrivano da Francesco Battista, referente di Futuro Nazionale Taranto, che definisce l’introduzione dei parcheggi a pagamento in città vecchia «l’ennesima scelta sbagliata dell’amministrazione guidata dal sindaco Bitetti». Battista elenca le vie interessate dal provvedimento e sottolinea come esso «colpisca direttamente residenti, lavoratori e commercianti, già alle prese con difficoltà quotidiane legate a servizi carenti, viabilità complessa e mancanza di soluzioni strutturali per la mobilità». Anche in questo caso, il punto centrale è la logica dell’intervento: «Invece di affrontare questi problemi alla radice, si sceglie ancora una volta la strada più semplice: far pagare i cittadini».
Battista parla di un metodo amministrativo che «si traduce in una continua pressione sui cittadini» e che appare «più orientato a fare cassa che a migliorare concretamente la qualità della vita urbana». Le cosiddette “domeniche ecologiche” vengono definite «armi di distrazione di massa», mentre le famiglie — sostiene — «alla fine del mese devono fare i conti con ciò che resta in tasca, e oggi ciò che resta è sempre meno».
Il rappresentante di Futuro Nazionale inserisce la vicenda in un quadro più ampio, citando «la privatizzazione di servizi fondamentali, dagli asili nido al Me.Ta., fino al rischio concreto che anche AMIU possa seguire la stessa strada». Segnali che, a suo avviso, mostrano «una gestione che fatica a trovare soluzioni pubbliche efficienti e sostenibili». La conclusione è un appello politico: «È necessario un cambio di rotta: servono politiche serie, investimenti reali e rispetto per i cittadini, non ulteriori balzelli mascherati da interventi organizzativi».
La partita, insomma, è appena iniziata. E mentre l’amministrazione difende la scelta come parte di una strategia più ampia sulla mobilità, le opposizioni promettono battaglia, convinte che la città vecchia meriti un approccio diverso, più attento alle fragilità del territorio e alle esigenze quotidiane di chi lo vive.